La storia swl gruppo dei Nomadi: da Beppe Carletti ad Augusto Daolio



Gli Anni ’60: Nascita e Ascesa della Formazione Storica I Nomadi, formatisi negli anni ’60 come “I Sei Nomadi”, hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica italiana. La formazione originaria, con Augusto Daolio come voce principale, Beppe Carletti alle tastiere, Leonardo Manfredini alla batteria, Franco Midili e Antonio Campari alle chitarre e basso rispettivamente, ha segnato un periodo d’oro dal 1963 al 1969. Durante questi anni, il gruppo ha conquistato il pubblico con brani memorabili come “Noi non ci saremo” e “Dio è morto”. Tuttavia, la formazione originale si è modificata nel corso degli anni, mantenendo solo Daolio e Carletti come pilastri stabili.



La Tragica Svolta del 1992 e le Nuove Voci dei Nomadi Il 1992 è un anno cruciale nella storia dei Nomadi, segnato dalla scomparsa di due membri chiave. A maggio, Dante Pergreffi perde la vita in un tragico incidente stradale, mentre ad ottobre, il fondatore Augusto Daolio muore a causa di un tumore ai polmoni. Questi eventi segnano un periodo difficile per la band, ma nonostante le sfide, Beppe Carletti continua a credere nel progetto. Nuovi membri si uniscono, con l’ingresso della bassista Elisa Minari nel 1992 e il passaggio del timone vocale da Danilo Sacco a Yuri Cilloni nel 2017.

Capolavori e la Rinascita con Yuri Cilloni Nonostante le vicissitudini, i Nomadi hanno prodotto capolavori intramontabili. Dagli anni ’60 con “Io Vagabondo” al successo degli anni ’90 con “Ma noi no! Che film la vita” e “Gli aironi neri”, la band ha continuato a evolversi. Partecipazioni al Festival di Sanremo e collaborazioni con artisti come Gianluca Grignani e Irene Fornaciari hanno mantenuto viva la loro presenza nella scena musicale italiana. Oggi, con Yuri Cilloni come frontman e Beppe Carletti alle tastiere, i Nomadi continuano il loro viaggio musicale attraverso le ere, dimostrando la forza della loro longevità e l’amore per la musica che li ha contraddistinti per oltre mezzo secolo.



Lascia un commento