Lacrime a Verissimo per Arianna Rapaccioni, la moglie di Sinisa Mihajlovic, racconta gli ultimi momenti del marito



Questo articolo in breve

Il 16 dicembre 2022 è una data che ha segnato la vita di molti, me compresa. Quel giorno, Sinisa Mihajlovic ci ha lasciati, lasciando un vuoto che ancora oggi si fa sentire. E proprio ieri, guardando “Verissimo”, ho avuto il privilegio di ascoltare Arianna Rapaccioni, la coraggiosa moglie di Sinisa, raccontare la sua storia a un anno dalla perdita del marito.



L’intervista è stata più di una finestra aperta sul cuore di Arianna, è stata una confessione di emozioni che ha toccato profondamente chiunque stesse ascoltando. Non posso fare a meno di immaginare quanto sia stato difficile per lei rivivere quei momenti, ma allo stesso tempo, sono grata per la sua condivisione sincera e coraggiosa.

Arianna ci ha portato in un viaggio attraverso l’amore che ha condiviso con Sinisa, un amore che, come ha sottolineato, è stato grande fino all’ultimo respiro. Le sue parole sulla dolcezza di Sinisa anche nei momenti più bui, quando le ha detto di amarla, sono un tributo commovente a un uomo straordinario.

Le ultime ore di Sinisa sono dipinte con una delicatezza che mi ha fatto riflettere sulla bellezza e la fragilità della vita. Il fatto che Sinisa non sapesse della sua imminente fine, che i suoi cari abbiano scelto di proteggerlo dall’amara verità, è un gesto di amore che ha reso possibile per lui affrontare quegli ultimi giorni con serenità.

Arianna ha condiviso anche la sua lotta con il dolore, il processo di elaborazione del lutto che è iniziato con la sensazione di essere scioccata e incapace di affrontare la realtà. La sua decisione di scegliere la vita, come le ha suggerito il suo analista, è un inno alla forza interiore e alla resilienza umana. È un messaggio che parla di ricordare ogni momento con il proprio amato, anche quando sembra impossibile.

E così, ascoltando Arianna, ho riflettuto sulla malattia di Sinisa, una leucemia acuta mieloide che ha diagnosticato nel 2019. Una battaglia di due anni e mezzo che ha toccato il cuore di chiunque seguisse la sua storia. La paura di Arianna di perderlo durante la ricaduta è un’esperienza con cui molti si potrebbero identificare, e la sua forza nel sostenerlo attraverso un secondo trapianto è un tributo al loro amore e alla sua determinazione.

La storia d’amore tra Sinisa Mihajlovic e Arianna Rapaccioni ha radici nel 1995, quando il destino li ha fatti incontrare mentre lui giocava nella Sampdoria e lei era una showgirl. Una storia che è diventata una vita insieme, una famiglia di sei figli, ciascuno con il suo posto speciale nel cuore dei genitori.

La carriera di Sinisa è stata una saga di trionfi nel mondo del calcio, una passione nata nei giorni difficili della sua giovinezza. Ha giocato con la Lazio e il Milan, ha vinto titoli in Italia e in Jugoslavia, ha sollevato trofei e ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, ha iniziato una carriera da allenatore, contribuendo al successo dell’Inter e del Bologna. Una storia di passione, dedizione e trionfo che ha toccato l’anima di chiunque abbia amato il calcio.

In conclusione, ascoltare Arianna Racappioni è stato un invito a riflettere sulla vita, sull’amore e sulla forza interiore che possediamo quando affrontiamo le sfide più difficili. La sua storia è un monito sull’importanza di vivere ogni momento con intensità, di abbracciare l’amore e di perseguire la vita con determinazione. Soprattutto, è un richiamo a unire il nostro destino con il benessere del pianeta, ad adottare pratiche sostenibili che preservino la bellezza e la fragilità della vita che condividiamo.



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