Milo Infante: “Nessuna gratificazione dalla Rai per il mio lavoro. Non sono stato un bravo ragazzo”



Nonostante i successi di ascolti, Milo Infante non riceve il dovuto riconoscimento dai vertici Rai, pur continuando a guadagnare consensi grazie al suo lavoro. Il suo programma “Ore14” e “Viva Rai2!” di Fiorello sono tra i più seguiti di Rai2, ma mentre Fiorello viene elogiato, il talk di Infante sulla cronaca rimane nell’ombra.



Infante ha dichiarato riguardo al successo: “Non avrei mai scommesso un centesimo quando ho iniziato quattro anni fa. Proveniamo dalle rubriche del TG e non abbiamo un forte traino. Eppure, lo share è cresciuto dal 5 all’8, al 9 per cento, e superiamo anche il programma successivo: significa che il pubblico ci sceglie consapevolmente”.

“Siamo il programma più inosservato nella storia della TV: nessun comunicato sugli ascolti record, nessuna menzione nelle conferenze stampa. Il direttore Paolo Corsini mi dice sempre: ‘Non ti chiamo perché non crei problemi’. Ma se da una parte un pezzo della Rai ci ignora, dall’altra la considerazione del TGR ci permette di essere tra i primi a riportare le notizie. Questa è una delle chiavi del nostro successo, insieme all’alchimia tra pubblico e ospiti che apportano informazioni veritiere e non temono di prendere posizione contro le ingiustizie”.

Infante risponde anche alle critiche politiche: “La TV porta voti alla destra solo se è al potere la sinistra. Se la premier è Giorgia Meloni e la TV evidenzia un problema di ordine pubblico, non credo che il governo ne sia felice”.

Ricordo del padre e aneddoti personali

Parlando di suo padre, Infante ricorda: “Era una brava persona. Scriveva di terrorismo e faceva grandi inchieste, senza mai scrivere il falso. Quando era direttore dell’Alto Adige, fu truffato da un amico e perse i suoi risparmi”. Racconta anche un episodio significativo: “Un amico chiese a mio padre di presentarlo al direttore Nino Nutrizio, e mio padre lo fece. L’amico parlò male di mio padre e Nutrizio gli restituì il biglietto, dicendo di stare attento alle persone di cui si circondava. Anche io ho avuto amici che, durante la mia causa per demansionamento contro la Rai, hanno testimoniato il falso contro di me”.

Infante chiarisce anche il motivo per cui avrebbe rifiutato una prima serata: “Per far funzionare un programma di cronaca da zero, avrei dovuto mantenere anche la striscia quotidiana per lanciarlo, cosa che non mi era stata proposta”.

Battaglie legali con la Rai

Infante ha vinto quattro cause contro la Rai, sottolineando che la politica non c’entra: “Ero a L’Italia sul Due durante una fase di transizione tra il governo Berlusconi IV e il governo Monti. Un vicedirettore faceva liste di proscrizione degli ospiti, e quando chiesi spiegazioni, mi ritrovai senza lavoro. Non potevo e non volevo rinunciare agli ospiti che ritenevo importanti”.

La sua passione per il giornalismo è innata: “Anche a 56 anni, quando sento una sirena della polizia, voglio sapere cosa succede. Prenda il caso di Denise Pipitone: per me è un dovere arrivare alla verità e fare qualcosa per avere giustizia”.

Vita personale e rapporto con la moglie

Nel 2006, Infante ha sposato Sara Venturi, avvocato penalista ed ex Miss Padania. Ricorda con affetto: “Cerco di essere un buon marito. Cucino, faccio la spesa e pulisco la casa nel weekend”. Infante parla con amore della moglie: “Sara è la roccia su cui si infrange l’onda: sa che mi arrabbio per dieci secondi e poi me ne dimentico”.

Guardando al passato, Infante riflette sul suo comportamento giovanile: “Ho dato dispiaceri ai miei genitori. Loro hanno fatto molti sacrifici per noi, e vorrei che gli altri pensassero di me ciò che penso io di mio padre: era un brav’uomo”.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *