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Italiani infuriati con Tajani: sulle tasse agli extra profitti delle banche scoppia la polemica



Ascoltate le argomentazioni del Ministro Tajani in difesa delle banche da una tassazione sugli extraprofitti, nonostante la rilevante crescita degli utili, che hanno superato i 100 miliardi di euro negli ultimi tre anni, anche a seguito dell’aumento dei tassi sui mutui. (VIDEO)



“È necessario disporre di strumenti assicurativi che supportino le nostre attività imprenditoriali”, ha dichiarato Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio, durante il convegno dell’Ania. “L’export richiede non solo un solido settore manifatturiero, ma anche la presenza di imprese assicurative e bancarie efficienti.”

Tajani ha sottolineato la sua posizione neutrale, affermando: “Non nutro una visione punitiva nei confronti del settore assicurativo e bancario. Non sono né un alleato né un avversario. Il mio obiettivo è stato quello di garantire che questi settori non vengano percepiti come fonti di guadagno eccessivo, il che potrebbe generare instabilità nei mercati. Al contrario, è fondamentale instaurare un dialogo costruttivo.  Il vostro settore, così come quello bancario, di fronte alla necessità di contribuire alla crescita economica del Paese, si dimostra sempre disponibile a collaborare.”

Ha inoltre evidenziato l’importanza del modo in cui viene richiesto il contributo di questi settori. “Senza il vostro supporto, non sarebbe stato possibile ridurre l’Irpef e aumentare gli investimenti in sanità. Vi ringrazio per il vostro contributo, anche se può essere stato percepito come oneroso. Ho cercato di assicurarmi che il vostro contributo sia parte integrante della costruzione di un sistema Italia più robusto.”

Antonio Pitoni, in un articolo pubblicato su La Notizia Giornale, ha criticato la posizione di Tajani, descrivendola come una difesa delle banche e delle assicurazioni contro la tassa sugli extraprofitti, che considera una misura necessaria. Pitoni ha sottolineato che, sebbene Tajani si opponga a questa tassa, il suo governo ha già implementato diverse misure che hanno avuto un impatto significativo su altri settori.

Sono i cittadini e gli imprenditori onesti che, negli ultimi anni, hanno subito una pressione fiscale record del 42,8%.

Gli stessi che, a seguito della quinta edizione della rottamazione, dovranno sostenere anche la perdita di circa 800 milioni di euro per l’erario, destinati a premiare coloro che hanno evaso il fisco, in nome della cosiddetta Pace fiscale.  Una situazione che rappresenta un ulteriore danno per i contribuenti onesti.

Nonostante ciò, comprendiamo le preoccupazioni espresse da Antonio Tajani.

Si consideri, ad esempio, la posizione dei Berlusconi, proprietari di Forza Italia e azionisti di Banca Mediolanum (tramite Fininvest).  Il leader del partito di famiglia non ha opposto una resistenza significativa contro la tassa sugli extraprofitti delle banche.  Si tratta di un conflitto di interessi che persiste anche dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, il quale si batteva al nostro fianco.  Tuttavia, la sua assenza si fa sentire.



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