Vivian Wilson, figlia ventenne di Elon Musk, si scaglia contro il padre e il suo recente gesto, continuando a prendere le distanze dal controverso imprenditore.
Vivian Wilson, figlia ventenne di Elon Musk, ha preso decisamente le distanze dal padre, soprattutto dopo un gesto recente che molti hanno interpretato come un saluto nazista. La giovane, che in passato aveva già manifestato difficoltà nei rapporti con il magnate, ha utilizzato i social per esprimere il suo disappunto.
I segnali di tensione tra i due non sono nuovi: Vivian, che è nata nel 2004 con il nome di Xavier, ha sempre avuto una relazione difficile con Musk, definendolo più volte come un narcisista, un maniaco del controllo e un genitore freddo e assente. La ragazza, che ha cambiato nome e cognome al compimento dei 18 anni, ha adottato il cognome della madre, Wilson, interrompendo ogni legame con il padre.
Il suo sfogo sui social è stato provocato dal gesto di Musk, che ha suscitato molte polemiche. Vivian ha scritto su Thread: “Chiamiamo le cose con il loro fottuto nome”, in riferimento al gesto che è stato interpretato come una provocazione. La giovane ha aggiunto un secondo post ironico, in cui ha cercato di minimizzare l’accaduto, spiegando che si trattava solo di una “confusione” riguardo i semi delle carte, ma ha anche sottolineato quanto fosse facile far passare un messaggio distorto.
Nel corso della sua transizione di genere nel 2022, quando ha cambiato il suo nome e ha iniziato il percorso di affermazione di sé, Vivian ha chiaramente dichiarato di non voler più avere alcuna relazione con Elon Musk. A seguito della sua decisione, Musk ha reagito dicendo: “Ho perso mio figlio: Xavier è morto ucciso dal virus woke.”
Questa rottura familiare e il recente comportamento di Musk hanno portato Vivian a esporsi ulteriormente sui social, confermando la sua scelta di prendere le distanze dal padre. Il suo messaggio sembra chiarire una volta per tutte che il rapporto tra i due è destinato a rimanere interrotto, e che le sue dichiarazioni non sono frutto di una reazione impulsiva, ma di una consapevole decisione di non avere più legami con una figura che ritiene nociva.
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