A sentire certuni, gli assomiglia. Bruno Valentinetti, ottantatré anni, nato a Roma in via Gela, nel rione Appio, non si sbottona quando arriva il discorso sulla figura della premier accanto ai putti che fanno corona al busto di Umberto secondo di Savoia. Quello scolpito in marmo se ne sta lì, nella cappella a destra dell’altare di San Lorenzo in Lucina. Lui scrolla le spalle, continua a camminare.
Solo, Valentinetti abita grazie ai 600 euro dell’assegno sociale. A lui piace dire di essere un artigiano. Il parroco Daniele Micheletti lo ospita. Sul punto della somiglianza netta con la capa del governo, però, il religioso non elude: “Proprio vero, le assomiglia parecchio… eppure non sarebbe niente di insolito. Nei templi romani, gli affreschi mostrano spesso volti di comuni cittadini, lignaggi altolocati magari con vita discutibile. Ora, qualora questo quadro generasse polemiche, provvederemmo a cambiarlo.”
Così com’era, l’ho solo riprodotto senza cambiare nulla
Non è stato un lavoro inventato da zero, precisa Valentinetti. Ha seguito tracce lasciate prima, durante il restauro fatto per il Giubileo del 2000. Il profilo? Era già lì. Lui si è mosso lungo quelle linee. Nulla di nuovo sotto quel tetto. Altri però hanno cominciato a immaginare cose strane. Dopo aver varcato la porta della chiesa al centro di Roma, alcuni visitatori parlano di somiglianze improbabili. Un altro angelo, opposto a quello legato a Meloni, ricorderebbe secondo loro Giuseppe Conte, ex capo del Movimento Cinque Stelle. Oppure sua sorella Arianna. Voci messe subito a tacere.
Chi ha restaurato non riconosce quei paragoni
Un’altra figura era una giovane che, ai tempi in cui l’ho incontrata, attirava l’attenzione dei registi della Cecchi Gori per i loro film – dice Valentinetti, insinuando sia stata un amore passato – oggi però ha quarantasei anni e non abita più nel Paese. A colpirlo maggiormente è il soffitto della cappella, diviso in quattro settori, dove accanto a motivi floreali in rilievo appare il cielo declinato secondo le varie fasi giornaliere: luce mattutina, pieno giorno, crepuscolo e poi, con un tocco fantasioso tutto suo, anche «l’aperidies», dato che la chiesa di San Lorenzo in Lucina guarda proprio su una piazza animata da locali presi d’assalto all’ora degli aperitivi.
Particolare curioso, impossibile trovarne traccia altrove
Bruno Valentinetti risponde alle voci sul dipinto nella basilica: non conferma si tratti davvero di Meloni. Lui ha semplicemente riportato alla luce ciò che era già presente sotto strati di tempo. Nessuna aggiunta, nessun disegno nuovo. Il volto emerge da quello che restava nel vecchio affresco. A chi insiste sulla somiglianza, replica con calma: il suo compito finisce dove comincia la storia.
La figura era nascosta molto bene, ora respira al chiaro
Un tempo alle prese coi banchi del liceo classico Augusto, Valentinetti si è inventato restauratore da solo, bypassando le tradizionali botteghe artigiane. A spronarlo a parlare sono state le domande di don Micheletti, curioso dei suoi lavori passati: tra questi, interventi sulla Cappella Sistina e nella residenza del sultano di Amman. Tra tutti gli incarichi, uno però svetta: il lavoro nella villa di Silvio Berlusconi a Macherio. “In sogno, un frate di Velletri mi disse che ci sarei finito”, ricorda lui. Breve attesa, quindi arrivò davvero la chiamata da un’azienda per occuparsene. Di politica parla poco, sebbene qualcuno noti una certa somiglianza con Meloni. Confessa: votava DC ai tempi, ammirava Andreotti. Oggi invece tiene le distanze, non va più a votare.
Stamattina per caso nella chiesa c’era l’incontro dei capi nazionali della Dc. Sul tema della premier non dice niente, scansa le domande come fossero insetti fastidiosi. Se gli propongono un incontro tra lei e l’angelo che assomiglia così tanto al suo viso, risponde senza esitare: «Non m’importa… riguarda solo lei». Capace di girare intorno alle risposte, sostiene di non aver mai corso con la coalizione opposta, anzi, mentre se ne va butta là una frase strana, quasi divertito dal casino che lascia: «Io adoro Pol Pot…».



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