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Carol Maltesi, stop all’ergastolo per Davide Fontana: la decisione apre a un nuovo appello



Si riapre il caso di Davide Fontana, l’uomo già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Carol Maltesi. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza precedente, stabilendo la necessità di un terzo processo d’appello. La decisione, comunicata il 10 febbraio, è legata alla questione dell’aggravante della premeditazione, riconosciuta nell’appello bis tenutosi a Milano lo scorso maggio. In quella occasione, la Cassazione aveva già richiesto ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di rivalutare la sussistenza dell’aggravante della premeditazione, un aspetto sollevato dal difensore di Fontana, Stefano Paloschi.



La vicenda ha avuto inizio l’11 gennaio 2022, quando Fontana, un ex bancario, ha ucciso la fidanzata di 26 anni nella sua abitazione a Rescaldina, un comune in provincia di Milano. L’omicidio è avvenuto in un contesto drammatico: la coppia stava preparando un video hard da vendere su OnlyFans. Durante l’aggressione, Maltesi è stata colpita alla testa con un martello per ben tredici volte mentre era legata a un palo della lap dance, prima di essere finita con una coltellata alla gola. Fontana non avrebbe accettato il prossimo trasferimento della donna in provincia di Verona, il che ha scatenato la sua furia.

Dopo aver commesso l’omicidio, Fontana ha smembrato il corpo della fidanzata, conservando i resti nel congelatore per settimane. Successivamente, ha gettato i quattro sacchi di plastica contenenti i resti in un dirupo a Paline di Borno, in provincia di Brescia. Durante il primo processo, i giudici hanno riconosciuto l’omicidio aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà, il che ha portato a un aumento della pena da 30 anni, stabilita in primo grado dai giudici di Busto Arsizio (Varese), all’ergastolo.

Tuttavia, la Cassazione ha successivamente annullato la sentenza con rinvio, richiedendo una nuova valutazione sull’aggravante della premeditazione. Dopo l’appello bis, che ha confermato la premeditazione, è intervenuta nuovamente la Suprema Corte, chiedendo di chiarire se l’aggravante dovesse essere mantenuta. Questa decisione è cruciale, poiché determina la differenza tra una condanna a 30 anni di reclusione e una pena di carcere a vita per Fontana, oggi 47enne.

La nuova udienza del processo d’appello verrà fissata solo dopo la pubblicazione dei motivi della decisione della Cassazione. Il caso di Davide Fontana ha suscitato grande attenzione mediatica e continua a essere oggetto di dibattito, non solo per la brutalità dell’omicidio, ma anche per le implicazioni legali legate alla questione della premeditazione.

La vicenda ha messo in luce anche le dinamiche relazionali e i conflitti che possono portare a tragedie di questo tipo. La storia di Carol Maltesi è un triste promemoria delle conseguenze devastanti che possono derivare da situazioni di violenza e controllo nelle relazioni. La comunità e le istituzioni sono chiamate a riflettere su come prevenire tali eventi e proteggere le persone vulnerabili.

Il terzo processo d’appello rappresenterà un ulteriore capitolo in questa complessa e drammatica vicenda legale. La decisione finale della Corte sarà attesa con interesse, poiché avrà un impatto significativo sia sulla vita di Davide Fontana che sul ricordo di Carol Maltesi. La giustizia, in questo caso, si presenta come un percorso tortuoso, ma fondamentale per fare chiarezza su una tragedia che ha segnato profondamente le vite coinvolte.



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