Tiziana Landoni, la gip che ha rimesso in libertà Youssef Siher, figura tra i firmatari dell’«Appello dei giuristi per Gaza». Il suo nome compare al numero 766 dell’elenco definitivo pubblicato il 1° ottobre 2025 da Giustizia Insieme, accompagnato dalla qualifica «Tribunale Milano». Il documento, promosso da Valeria Bolici e Marco Imperato e sottoscritto da 3.135 operatori del diritto, denuncia le presunte violazioni dei diritti fondamentali della popolazione civile nella Striscia. I promotori spiegano che «il silenzio ha smesso da tempo di essere un’opzione» e chiamano in causa la Costituzione, le convenzioni internazionali e gli obblighi assunti dall’Italia nella repressione dei crimini più gravi. L’iniziativa prevede la lettura quotidiana, nelle aule giudiziarie e universitarie, del preambolo dello Statuto della Corte penale internazionale, firmato a Roma nel 1998 e ratificato dall’Italia l’anno successivo. Un gesto pubblico, attraverso il quale magistrati, avvocati e accademici vogliono testimoniare che le loro coscienze «non sono indifferenti alle ingiustizie perpetrate nei confronti dei più deboli». Nell’elenco dei sottoscrittori, al numero 305, compare anche Francesca Crupi, pubblico ministero dell’inchiesta su Siher.
Il manifesto insiste sulle responsabilità degli Stati, chiamati a rispettare gli impegni internazionali assunti e a perseguire gli autori dei crimini contro l’umanità. Richiama le atrocità del Novecento, le sofferenze patite da milioni di persone e la necessità di impedire che i delitti più gravi rimangano impuniti. Da qui l’invito a rafforzare la cooperazione internazionale e a trasformare i principi dello Statuto di Roma in una dichiarazione pubblica, da pronunciare quotidianamente prima dell’inizio delle udienze. E proprio nelle aule di giustizia rievocate dall’appello, Landoni è chiamata ad affrontare alcuni dei casi più discussi della cronaca nazionale. A cominciare dalla morte di Ramy Elgaml, il diciannovenne deceduto il 24 novembre 2024 dopo un inseguimento dei carabinieri a Milano.
Davanti alla gup devono comparire Fares Bouzidi, che guidava lo scooter, e sette militari. Un carabiniere e Bouzidi rispondono, con contestazioni distinte, di omicidio stradale. Per gli altri le accuse comprendono, a vario titolo, favoreggiamento, depistaggio e falso. L’udienza preliminare del 24 settembre è saltata per l’astensione degli avvocati. Il procedimento riprenderà il 6 novembre, con un’altra convocazione fissata per il 21 dicembre 2026.
La difesa di Bouzidi ha annunciato anche l’intenzione di chiamare in causa il Ministero della Difesa come responsabile civile. Un altro appuntamento è segnato in calendario per il 3 dicembre, quando riprenderà la maxi udienza preliminare sull’inchiesta Equalize. Un fascicolo con 74 imputati, tra i quali Enrico Pazzali e Nunzio Samuele Calamucci, e oltre 830 persone offese. Fra coloro che intendono costituirsi parte civile figurano il campione olimpico Marcell Jacobs e il cantante Alex Britti. La prima seduta, celebrata il 13 ottobre, è stata rinviata per problemi nelle notifiche. Fra le sentenze «famose» firmate dalla magistrata figura anche quella del novembre 2024 contro Alaa Refaei, condannato a cinque anni di reclusione per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo. Il processo riguardava la propaganda dell’Isis, il proselitismo jihadista attraverso i social network e i finanziamenti a persone legate all’organizzazione terroristica. C’è poi il capitolo dei grandi procedimenti economici. Sul tavolo di Landoni è arrivata la richiesta di processo per Amazon Eu Sarl e quattro dirigenti, accusati dalla Procura di una presunta evasione Iva da 1,2 miliardi di euro attraverso il sistema di gestione delle vendite online.




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