Un episodio tragico ha scosso la città di Modena quando Salim El Koudri, un uomo di 31 anni, ha messo in atto un attacco che ha portato a sette feriti, tra cui una donna che ha subito gravi lesioni. L’evento ha avuto luogo sabato pomeriggio e ha visto El Koudri utilizzare un coltello e il suo veicolo, una Citroen C3, per colpire le vittime.
Dalla sua detenzione presso il carcere di Modena, El Koudri ha rilasciato dichiarazioni inquietanti riguardo al suo stato mentale. “Uscivo perché quel giorno sapevo che morivo, ma non perché mi uccidevano, così, lo sapevo e basta”, ha affermato. Queste parole sono state riportate dall’avvocato difensore, Fausto Gianelli, il quale ha descritto il suo assistito come una persona “non lucida” e incapace di comprendere appieno le proprie azioni. Durante l’incontro, Gianelli ha notato che El Koudri annuiva ma appariva confuso e perplesso quando gli veniva raccontato quanto accaduto. “Non capisce perché è uscito di casa con un coltello. È in uno stato di totale confusione mentale”, ha aggiunto l’avvocato.
Le accuse nei confronti di El Koudri comprendono strage e lesioni gravi, mentre sono state escluse le ipotesi di terrorismo. “Non era religioso, non credeva in niente, non faceva neanche il ramadan”, ha spiegato Gianelli, rimanendo sorpreso dalla richiesta di El Koudri di avere una Bibbia in carcere. Quando gli è stato chiesto se desiderasse parlare con un imam, lui ha risposto: “meglio un prete”, senza fornire ulteriori spiegazioni.
Le indagini iniziali condotte dai prefetti e dal Ministero hanno escluso qualsiasi collegamento o segnale di radicalizzazione politica. “La radicalizzazione è impossibile”, ha affermato Gianelli, sottolineando che i messaggi inviati da El Koudri all’Università di Modena nel 2021 non indicano un intento terroristico. In quei messaggi, il giovane aveva espresso frustrazione per la ricerca di lavoro, accompagnandola con la minaccia di “bruciare Gesù”. Tuttavia, le motivazioni alla base della sua violenza sembrano derivare da un profondo disagio psichico piuttosto che da una radicalizzazione religiosa.
Secondo le osservazioni dell’avvocato, El Koudri si sentiva perseguitato dai suoi stessi pensieri e fantasmi. Negli ultimi mesi prima dell’incidente, la sua condizione mentale era peggiorata notevolmente. “Non è violento, non risponde male ai genitori, ma non considera nessuno”, ha spiegato Gianelli, evidenziando come il giovane si isolasse sempre di più, chiudendosi in camera e comunicando solo con monosillabi. I genitori di El Koudri ritengono che la causa del suo comportamento possa essere legata alla difficoltà nel trovare lavoro, ma questa spiegazione non giustificherebbe l’esplosione di violenza avvenuta.
L’avvocato ha espresso preoccupazione per la salute mentale del suo assistito, chiedendo che venga visitato da uno specialista e che riceva le cure necessarie. “È evidente il tracollo psichiatrico. In questa fase è fondamentale che venga visitato subito da un medico e che gli vengano prescritte delle cure”, ha affermato Gianelli. Riguardo alla possibilità di avviare una perizia psichiatrica, il legale ha preferito rimandare la questione a un momento successivo: “Ci sarà un momento per la perizia, ma ne parleremo più avanti”.
Domani mattina si svolgerà l’udienza di convalida del fermo e al momento l’avvocato non intende richiedere il trasferimento di El Koudri in una struttura diversa dal carcere. “È in isolamento anche per la sua tutela, come ha deciso giustamente il Pubblico Ministero”, ha concluso.



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