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Torino, poliziotto aggredito da manifestanti pro Askatasuna: martellate, calci e pugni. «Contusioni multiple»



Fu proprio mentre la folla si stringeva intorno a lui che cominciò il caos, con dieci persone addosso a un solo agente. A un certo punto qualcuno sventolava un martello nell’aria pesante. L’uomo in divisa non riusciva a reagire, circondato da ogni lato. Le voci si alzavano acute sopra i colpi di clacson lontani.



Appare nel video pubblicato da Torino Oggi, condiviso online anche da membri del governo – tra cui Salvini, Crosetto e la stessa Meloni. Si vede il corso Regina Margherita, poco distante dall’entrata del campus universitario intitolato a Luigi Einaudi. Accanto, c’è l’ex edificio occupato dal centro sociale Askatasuna, evacuato il 18 dicembre scorso. La scena si svolge proprio lì vicino

Un uomo di nome Alessandro Calista lavora come agente. Ha ventinove anni e proviene da Pescara, anche se adesso opera nel reparto mobile di Padova. La sua vita privata include matrimonio e un bambino a carico. Al momento giace in ospedale dopo aver riportato varie contusioni. Per fortuna le sue condizioni non sono gravi né mettono a rischio la sopravvivenza.
Poliziotto aggredito e picchiato in dieci contro uno: il video dagli scontri di Torino al corteo pro Askatasuna

Proprio qui succede pure l’attacco all’agente, picchiato e circondato finché non arriva un compagno di lavoro che blocca tutto. Quei fotogrammi mostrano uno dei momenti più duri degli scontri avvenuti lì intorno.

Il presidente incontra il ministro

A telefonare è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi direttamente al ministro dell’Interno Piantedosi. Ha espresso vicinanza, lui stesso, nei confronti dell’agente vittima di aggressione. Non si è fermato solo lì, estendendo le sue parole a chiunque tra le forze dell’ordine abbia patito attacchi simili. La richiesta era precisa: far arrivare quel segnale di sostegno senza indugio. A occuparsene doveva essere proprio Piantedosi, incaricato del passaggio. Nessun comunicato ufficiale, soltanto un gesto diretto da parte del capo dello Stato.

Meloni Lo Stato Non Arretra

A Torino oggi è successo qualcosa di serio, dice Giorgia Meloni dopo i fatti del corteo e il pestaggio del poliziotto. Non si tratta di manifestare o dissentire, chiarisce: questi gesti mirano allo Stato stesso, insieme a chi indossa una divisa. Chi compie atti simili deve affrontarne le conseguenze, senza eccezioni né pretesti. Il governo intanto ha agito, stando alle sue parole, potenziando mezzi per fermare comportamenti fuori controllo. Spetta ora alla magistratura proseguire con determinazione, altrimenti certe decisioni corrette finiscono annullate come già avvenuto. Succede così quando chi distrugge e colpisce resta impunito.

Persino il vicepremier Matteo Salvini dice la sua: «Scene da paura a Torino. Tanti addosso a una persona sola. Per questa gente»
In prigione finiscono, certo. Ma non è abbastanza. La vergogna se la portano dietro, quei codardi. Chi gli dà riparo condivide la colpa.

Quella sera anche un team della Rai ha ricevuto colpi. Proprio su questo punto, l’azienda prende posizione: non tollera quanto accaduto a Torino ai danni di Bianca Leonardi, reporter, e al suo operatore. Erano sul posto per “Far West”. Durante il corteo legato alla riapertura di Askatasuna, persone incappucciate li hanno attaccati. Si trattava di gruppi definiti antagonisti. La coppia era nel mirino già prima dell’inizio degli scontri. Colpiti di persona, spinti via con violenza, circondati da urla e avvertimenti diretti. Intanto volavano pietre. Le macchine usate per registrare sono state ridotte in pezzi.



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