​​


In linea con l’assassino, come finisce: chi è davvero il killer e perché lascia vivo Stu



Colin Farrell è un pubblicitario intrappolato in una cabina telefonica da un misterioso cecchino. Quello che sembra un assedio diventa una spietata resa dei conti con le sue bugie.



In linea con l’assassino porta Stu Shepard davanti alle conseguenze delle proprie menzogne. Nel finale il cecchino sembra morto, ma la verità è completamente diversa.

Attenzione: da questo punto l’articolo contiene spoiler completi sulla trama e sul finale di In linea con l’assassino.

In linea con l’assassino, titolo originale Phone Booth, è un thriller del 2002 diretto da Joel Schumacher e scritto da Larry Cohen. Il film dura appena 81 minuti e costruisce quasi tutta la propria tensione intorno a un unico luogo: una cabina telefonica di New York.

Il protagonista è Stuart “Stu” Shepard, interpretato da Colin Farrell. Stu lavora come pubblicitario ed è un uomo abilissimo nel costruire apparenze. Cerca continuamente di sembrare più importante e influente di quanto sia realmente e utilizza bugie e manipolazioni tanto nel lavoro quanto nella vita privata.

È sposato con Kelly, interpretata da Radha Mitchell, ma ha messo gli occhi sulla giovane aspirante attrice Pamela “Pam” McFadden, interpretata da Katie Holmes.

Per evitare che la moglie scopra le sue telefonate, Stu chiama Pam da una cabina telefonica. Ma un giorno, dopo aver terminato una conversazione con la ragazza, il telefono della cabina squilla.

Stu commette l’errore che cambierà tutto: risponde.

In linea con l’assassino, la trama: chi telefona a Stu?

Dall’altra parte c’è un uomo di cui Stu inizialmente non conosce l’identità.

La voce gli comunica una regola semplicissima: non deve riagganciare e non deve lasciare la cabina telefonica. Se lo farà, verrà ucciso.

Lo sconosciuto sostiene di trovarsi in un edificio della zona e di tenere Stu sotto tiro con un fucile di precisione.

Inizialmente il pubblicitario pensa a uno scherzo. Ben presto, però, comprende che l’uomo conosce particolari estremamente privati della sua esistenza, compreso il rapporto con Pam e le bugie raccontate alla moglie.

E soprattutto scopre che il suo interlocutore è realmente armato.

La situazione precipita quando Leon, un uomo che si trova nei pressi della cabina, viene ucciso dal cecchino. Tutto viene orchestrato in maniera tale che i sospetti ricadano proprio su Stu.

In pochi minuti la zona viene circondata dalla polizia.

A gestire la delicatissima situazione è il capitano Ed Ramey, interpretato da Forest Whitaker. Gli agenti inizialmente credono che l’uomo armato sia Stu, mentre quest’ultimo non può spiegare liberamente cosa stia succedendo perché il cecchino continua a minacciarlo.

Il killer arriva anche a indicargli una pistola nascosta nella parte superiore della cabina.

Poi la pressione aumenta ulteriormente.

Sul posto arrivano Kelly e Pam.

Il cecchino vuole costringere Stu a smettere di mentire. Gli ordina di raccontare alla moglie ciò che sta facendo alle sue spalle e arriva a metterlo davanti alla possibilità che una delle due donne venga uccisa.

La cabina telefonica diventa così una sorta di tribunale.

Il misterioso interlocutore non sembra interessato ai soldi. Vuole demolire l’immagine che Stu ha costruito di sé e costringerlo ad ammettere pubblicamente chi è davvero.

Ed è esattamente ciò che accade.

Come finisce In linea con l’assassino: la confessione di Stu

Nella parte finale, Stu crolla e confessa tutto.

Davanti a Kelly e alle persone che stanno assistendo alla scena ammette di aver costruito la propria vita sulle apparenze. Confessa le bugie, il tentativo di iniziare una relazione con Pam e il bisogno costante di apparire più importante di quanto sia realmente.

Nel frattempo, Stu riesce anche a utilizzare di nascosto il proprio cellulare per consentire a Kelly e alla polizia di ascoltare parte della conversazione con il cecchino.

Gli investigatori riescono finalmente a individuare l’edificio dal quale dovrebbe provenire la chiamata.

Il killer capisce che gli agenti stanno arrivando.

A quel punto minaccia di uccidere Kelly.

Stu prende allora una decisione radicale: esce dalla cabina e si offre come bersaglio al posto della moglie.

Impugna la pistola che il killer aveva fatto trovare nella cabina e viene immediatamente colpito dalla polizia.

Per qualche istante sembra che Stu sia morto.

Ma non è così.

Stu muore nel finale?

No, Stu sopravvive.

La polizia ha utilizzato munizioni non letali per neutralizzarlo. Stu perde conoscenza ma rimane vivo.

Contemporaneamente una squadra irrompe nella stanza dalla quale sembrava operare il cecchino.

All’interno viene trovato un uomo morto insieme a un fucile.

Sembra tutto finito.

Quando Stu vede il cadavere, però, lo riconosce: è il fattorino della pizza con cui aveva avuto un alterco all’inizio della giornata.

Ed è qui che arriva il vero colpo di scena.

Il morto è davvero l’assassino?

No.

Il fattorino è soltanto una vittima utilizzata dal vero assassino per costruire un depistaggio.

La polizia crede inizialmente di avere trovato il cecchino, ma il vero killer è ancora vivo ed è riuscito a fuggire.

La conferma arriva negli ultimissimi minuti.

Stu viene caricato su un’ambulanza e riceve un sedativo. Mentre sta progressivamente perdendo conoscenza, vede avvicinarsi un uomo.

È il vero chiamante, interpretato da Kiefer Sutherland.

L’uomo finalmente si mostra, anche se Stu è troppo stordito per poter reagire.

Il cecchino gli lascia un ultimo avvertimento: se tornerà a comportarsi come prima, continuando a mentire e ingannare le persone che gli stanno intorno, lui tornerà. Poi si allontana e scompare tra la folla.

Chi è veramente l’assassino?

Ed è questo uno degli aspetti più affascinanti del finale: il film non rivela mai realmente chi sia.

Nei crediti il personaggio interpretato da Kiefer Sutherland è semplicemente “The Caller”, il chiamante. Non viene fornito un nome né una vera biografia.

Sappiamo soltanto che è un tiratore estremamente preparato, capace di sorvegliare le proprie vittime e di conoscere dettagli molto personali delle loro vite.

Il suo comportamento suggerisce inoltre che Stu non sia la prima persona sottoposta a questo trattamento.

Il killer sembra essersi attribuito il ruolo di una sorta di giustiziere morale, scegliendo persone che considera ipocrite o disoneste e costringendole a confessare. Non è però presentato dal film come un autentico portatore di giustizia: i suoi metodi comprendono omicidio, minacce e manipolazione.

La sua identità rimane deliberatamente irrisolta.

Perché il killer non uccide Stu?

È un altro elemento fondamentale per capire il finale.

Lo scopo del chiamante non è semplicemente assassinare Stu. Vuole costringerlo a confessare e ad abbandonare la vita costruita sulle menzogne.

Stu alla fine fa esattamente questo.

Confessa pubblicamente, dice la verità a Kelly e, soprattutto, arriva a rischiare la propria vita per impedire al cecchino di colpire la moglie.

Il killer considera quindi conclusa la sua “lezione”.

Ma l’avvertimento nell’ambulanza rende il finale inquietante: Stu ha ottenuto una seconda possibilità, però sa che l’uomo che lo ha tenuto sotto tiro è ancora libero e potrebbe continuare a osservarlo.

E il film si chiude con un ultimo dettaglio: il telefono della cabina torna a squillare.

Stu e Kelly rimangono insieme?

Il finale suggerisce una riconciliazione.

Kelly ha ormai scoperto la verità sul marito, ma Stu le ha anche dimostrato di essere disposto a mettere in pericolo la propria vita per proteggerla.

Non vediamo cosa accadrà alla loro relazione nel lungo periodo. Il film, però, li lascia insieme dopo la conclusione dell’assedio.

Il cast di In linea con l’assassino

Il peso del film ricade soprattutto su Colin Farrell, chiamato a sostenere gran parte della storia praticamente all’interno di una cabina telefonica.

Kiefer Sutherland interpreta il misterioso chiamante e presta soprattutto la voce al personaggio per quasi tutta la pellicola. Forest Whitaker è il capitano Ed Ramey, Radha Mitchell interpreta Kelly Shepard e Katie Holmes è Pamela McFadden.

Completano il cast principale Paula Jai Parker nel ruolo di Felicia, John Enos III in quello di Leon, Richard T. Jones nei panni del sergente Cole e Dell Yount nel ruolo del fattorino della pizza. La regia è di Joel Schumacher, mentre la sceneggiatura è firmata da Larry Cohen.

In linea con l’assassino è stato realizzato nel 2002 e distribuito negli Stati Uniti nel 2003. La durata particolarmente contenuta, circa 81 minuti, contribuisce al ritmo serrato della storia.

Alla fine, quindi, Stu non muore e il killer non viene catturato. Il cadavere trovato dalla polizia appartiene al fattorino della pizza e rappresenta soltanto un depistaggio. Il vero assassino riesce a dileguarsi e si presenta un’ultima volta davanti a Stu per avvertirlo. La sua identità resta sconosciuta e proprio questa scelta rende l’ultima scena ancora più inquietante.

Visualizzazioni: 0


Add comment