La Settimana Enigmistica, nuova pubblicità 2026: perché nello spot “scoppiano” le teste
La Settimana Enigmistica torna in pubblicità con la campagna “Il Piacere di Arrivarci”: enigmi, concentrazione e teste che esplodono in coriandoli. Ecco significato e recensione.
Teste che scoppiano trasformandosi in coriandoli: è l’immagine scelta dalla nuova pubblicità de La Settimana Enigmistica, uno spot insolito che punta tutto sull’effetto sorpresa.
È difficile non accorgersene. La nuova pubblicità de La Settimana Enigmistica rompe decisamente con il linguaggio rassicurante che si potrebbe associare a una rivista presente nelle case degli italiani da generazioni.
Il titolo della campagna è “Il Piacere di Arrivarci” e il concetto alla base è piuttosto semplice: risolvere un enigma può richiedere tempo e concentrazione, ma proprio lo sforzo necessario rende ancora più soddisfacente il momento in cui si trova finalmente la soluzione.
Per rappresentare quella sensazione, però, è stata scelta un’immagine decisamente fuori dagli schemi.
Quando i protagonisti completano un gioco, la loro testa esplode improvvisamente in una nuvola di coriandoli.
Una metafora visiva che può risultare divertente per alcuni e piuttosto straniante per altri, ma che difficilmente passa inosservata.
Pubblicità La Settimana Enigmistica: cosa succede nello spot
La campagna nasce dalla collaborazione tra La Settimana Enigmistica e l’agenzia AUGE, scelta come partner strategico e creativo del marchio. Lo spot principale dura 30 secondi, è diretto da Enea Colombi, prodotto da Enormous e post-prodotto da 22Dogs. La pianificazione è affidata ad Asset Media.
La campagna non è limitata alla televisione: è stata sviluppata anche per digital e social, attraverso il film principale, versioni più brevi e key visual. È stata lanciata nell’estate 2026 ed è tornata al centro dell’attenzione in questi giorni.
La pubblicità mostra persone di età differenti impegnate con alcuni dei giochi più riconoscibili della rivista.
Ci sono le parole crociate, il Bersaglio, Aguzza la vista e le parole intrecciate. I protagonisti vengono mostrati in situazioni quotidiane differenti, mentre cercano di arrivare alla soluzione.
La concentrazione cresce.
Poi arriva l’intuizione.
Ed ecco l’elemento destinato a rimanere impresso: nel momento esatto in cui il rompicapo viene risolto, la testa del protagonista esplode e al suo posto compare una cascata di coriandoli.
Naturalmente non c’è nulla di violento nel senso realistico del termine. L’effetto è volutamente surreale e serve a rendere visibile quella sensazione di liberazione che si prova quando, dopo aver cercato a lungo una risposta, finalmente la si trova.
Non è casuale nemmeno la scelta musicale.
Ad accompagnare le immagini c’è “Boum!” di Charles Trenet. Il titolo e il ritornello del celebre brano francese diventano parte integrante della gag: il “boom” musicale coincide con le esplosioni che compaiono sullo schermo.
Perché le teste scoppiano: il significato della pubblicità
Dietro un’immagine apparentemente assurda c’è in realtà una strategia pubblicitaria molto precisa.
La Settimana Enigmistica viene talvolta percepita come più impegnativa rispetto ad alcune alternative presenti sul mercato. La nuova campagna non cerca di nascondere questa caratteristica, ma fa esattamente l’opposto: la trasforma in un punto di forza.
Il ragionamento è: se un gioco è troppo semplice, anche la soddisfazione nel completarlo può essere limitata. Se invece bisogna realmente “rompersi la testa”, arrivare alla soluzione produce una gratificazione maggiore.
Da qui nasce anche il titolo “Il Piacere di Arrivarci”.
L’esplosione della testa diventa quindi la rappresentazione esagerata e ironica dello sforzo mentale e, soprattutto, della liberazione che arriva subito dopo.
La recensione: uno spot efficace proprio perché divide
Dal punto di vista pubblicitario, l’idea ha un vantaggio evidente: si ricorda.
In un panorama televisivo nel quale moltissimi spot utilizzano meccanismi narrativi simili, vedere improvvisamente la testa di una persona trasformarsi in un’esplosione di coriandoli provoca inevitabilmente una reazione.
Ed è esattamente ciò che una pubblicità cerca.
C’è però anche il rovescio della medaglia.
L’effetto visivo può apparire inquietante o persino vagamente horror, soprattutto durante la prima visione, quando lo spettatore non sa ancora che dall’esplosione usciranno semplicemente coriandoli. Anche la recensione pubblicata da MaridaCaterini.it evidenzia questo contrasto: l’obiettivo di sorprendere viene centrato, ma le teste che esplodono possono risultare respingenti per gli spettatori più impressionabili.
Ed è probabilmente proprio questa ambiguità a rendere interessante lo spot.
Da una parte abbiamo uno dei prodotti editoriali italiani più tradizionali e riconoscibili; dall’altra una pubblicità dal linguaggio moderno, surreale e volutamente esagerato.
Anche la musica contribuisce al risultato. Il tono leggero di “Boum!” contrasta con ciò che accade visivamente e impedisce alla scena di diventare realmente cupa. L’esplosione non rappresenta una conseguenza negativa: è il premio per aver trovato la soluzione.
Una Settimana Enigmistica diversa dal solito
L’operazione cerca anche di parlare a pubblici differenti.
Nel film compaiono persone di diverse età e la rivista viene utilizzata in più momenti della giornata: in piscina, durante un viaggio in taxi, sul divano e insieme agli amici al bar. L’obiettivo sembra essere quello di presentare l’enigmistica non soltanto come un passatempo tradizionale, ma come un’attività capace di inserirsi nella quotidianità contemporanea.
Il risultato è una pubblicità che probabilmente non metterà tutti d’accordo.
Le teste scoppiettanti de La Settimana Enigmistica possono apparire bizzarre, divertenti oppure inquietanti a seconda della sensibilità di chi guarda.
Sul piano della comunicazione, però, il meccanismo è chiarissimo: la difficoltà non è il problema da nascondere, ma il valore da rivendicare.
Bisogna impegnarsi, spremersi le meningi e magari innervosirsi davanti a una casella che proprio non vuole riempirsi.
Perché il vero piacere, secondo la nuova campagna, non sta soltanto nel giocare.



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