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Gli studenti universitari italiani rimandati nello stile di vita: una ricerca rivela che non hanno cura della loro salute

Gli studenti universitari italiani sono il fiore all’occhiello del nostro paese, ma come stile di vita non arrivano neanche ad uno striminzito 18.
A svelarlo è un’indagine condotta dalla facoltà di medicina e chirurgia del Sacro Cuore di Roma su un campione di 5702 studentesse e 2814 uomini provenienti dalle università di tutta Italia.

Ma vediamo nello specifico dove peccano gli studenti universitari italiani.
Gli uomini sono molto più indisciplinati delle donne: 6 su 10 non osservano le raccomandazioni sul consumo di frutta a tavola e ne mangiano meno del dovuto. Addirittura 8 su 10 invece se ne infischiano delle verdure. I dietologi specificano che le verdure andrebbero consumate almeno 2 volte al giorno: per gli studenti universitari italiani questa è pura utopia.

Oltre ad avere cattive abitudini a tavola, gli studenti sono troppo sedentari: 3 su 10 non fanno alcuna attività fisica, a parte quella di sfogliare le pagine dei libri.
Per quanto concerne il fumo e l’alcool, ovviamente non si fanno mancare neppure quelli.

3 studenti su dieci sono fumatori abituali, 4 su dieci invece bevono abbastanza regolarmente vino o birra.

Male anche il rapporto con la tecnologia. Tutti gli studenti intervistati posseggono almeno un telefono cellulare. Non ci sarebbe nulla di male se esso venisse usato per comunicare, ma la ricerca ci svela che 7 studenti su 10 hanno un smartphone continuamente connesso ad internet.
Secondo l’indagine, molti studenti non sono neanche vaccinati contro le normali malattie esantematiche come il morbillo o la rosolia.
Il 30% delle studentesse afferma invece di non essersi mai recata dal ginecologo per un normale controllo di routine.
studenti universitari
Nonostante questi dati abbastanza allarmanti, e sebbene il 25% degli intervistati abbia riferito di avere almeno una volta al giorno problemi di mal di pancia, mal di schiena o cefalea, gli studenti universitari italiani non immaginano che il loro stile di vita non sia affatto salutare: 8 su 10 degli intervistati ritiene di non dover modificare nulla. Ad avere una percezione leggermente più realistica della situazione sono però le donne, che al contrario degli uomini tendono ad accorgersi che qualcosa non va.

Walter Ricciardi, a capo dell’Istituto Superiore di Sanita’, ha analizzato e commentato questi dati ritenendoli abbastanza indicativi della salute dei nostri giovani in rapporto con quelli degli altri paesi.
Secondo Ricciardi però basterebbe poco per modificare il trend negativo. Ad esempio, andrebbero sostituiti gli spuntini ai distributori di snack sempre presenti nei nostri atenei, con un frutto. Il vantaggio nell’avere studenti universitari con uno stile di vita sano è sia individuale quanto collettivo.

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