La gente balla per le strade di Freetown, la Sierra Leone dichiara la fine dell’Ebola

La gente ha cominciato a ballare per le strade di Freetown quando Anders Nordstrom, rappresentante della Sierra Leone per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato la fine della epidemia di Ebola all’interno dei confini dello stato. Quasi 4.000 persone sono morte a causa dell’Ebola in Sierra Leone da quando l’epidemia è iniziata alla fine del 2013. Ma adesso l’Organizzazione Mondiale della Sanità affermando che sono passati 42 da quando ultimo paziente è stato dimesso il 25 settembre, dopo due risultati consecutivi negativi del test, ha dichiarato ufficialmente la fine del contagio. Infatti devono passare circa 42 giorni – pari a due periodi di incubazione di 21 giorni – senza che si verifichino casi di Ebola, affinché l’OMS dichiari la fine di un’epidemia da ebola. Ma dal momento che nella vicina Liberia la fine del virus era stata dichiarata a maggio e nel mese di settembre si sono verificati altri casi, la Sierra Leone ora entrerà in un periodo di sorveglianza intensiva di 90 giorni.

Abbiamo prevalso sul un virus maligno. Abbiamo perseverato e lo abbiamo superato. Non dobbiamo abbassare la guardia“, ha detto il Presidente della Sierra Leone Ernest Bai Koroma, il quale ha chiesto al Parlamento di revocare lo stato di emergenza.
I cadaveri continueranno ad essere trattati con attenzione e sepolture sicure verranno effettuate per tutti i casi sospetti. Messaggi di congratulazioni sono arrivati anche dagli Stati Uniti, che hanno anche avvertito che la vigilanza deve continuare.
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Juliet Spencer, una 31 enne sopravvissuta al virus, ha preso la notizia con il cuore un po’ pesante; aveva contratto il virus durante il periodo di cura del marito morto nel mese di dicembre.
Mi sento bene oggi che sono sopravvissuta per vedere questo giorno, per testimoniare questa cerimonia. Il mio unico rammarico è che non ho una buona salute per portare avanti la mia attività. Sono in grado di camminare, ho dolori articolari e problemi alle orecchie e agli occhi.” La donna chiede maggiore assistenza da parte del governo in modo da poter tornare al lavoro.

Sheikh Fomba Swarray, capo imam della moschea centrale Madingo a Freetown, si è detto cautamente ottimista.
“Fino a quando una dichiarazione simile non verrà fatta in Guinea, mi sento come se fossimo prede dell’Ebola“, ha detto. “La minaccia dalla Guinea è la parte più triste di questa cerimonia.”

La Guinea, confinante con la Sierra Leone, resta al momento l’unico paese che lotta per liberarsi della malattia. L’OMS ha registrato sette nuovi nel paese negli ultimi 21 giorni.

Fode Sylla Tass, portavoce della task force Ebola della Guinea, ha detto che i guineani hanno abbandonato tutte le misure preventive negli ultimi tre mesi.
Si stringono la mano, non si lavano le mani. E in alcuni casi le persone hanno disertato i servizi sanitari igienici per vedere i guaritori tradizionali. Una donna ha lasciato Conakry per Forecariah per vedere un guaritore tradizionale nel mese di settembre, infettando altre persone. Lei e il guaritore alla fine sono morti, e tuttora altri sei casi ora rimangono“.
Secondo Fode Sylla Tass deve essere organizzata Una campagna e i villaggi dove il virus persiste devono essere isolati.

Ebola ama il disordine, condizioni antigieniche e indisciplina. In Guinea, questi tre fattori sono dominanti nel nostro comportamento quotidiano. Ecco perché Ebola ha un futuro luminoso qui“, ha detto Mamady Kouroumah, operatore sanitario

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