Bollo auto ultime novità, come e quando si può pagare a rate

Si torna a parlare di bollo auto, proprio perché si tratta di una delle tasse più odiate dagli italiani e che si farebbe sicuramente volentieri a meno di pagare. Sono veramente in tanti coloro che sperano che questa tassa, prima o poi, possa essere eliminata oppure ridotta, ma purtroppo sembra essere un’utopia, visto che non è stato mai nelle intenzioni di del governo di procedere in questo senso. Al massimo i governi studiano tutta una serie di manovre e misure, con l’intenzione di incoraggiare i proprietari dei veicoli più inquinanti a rottamarli e questo sembra essere proprio l’intenzione dell’ultimo governo Di Maio- Salvini. E’ questo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal Ministro dell’ambiente Sergio Costa, il quale ha premesso che nel corso del 2019 saranno in arrivo a tutta una serie di agevolazioni per chi deciderà di rottamare un’auto meno pulite in favore di quelle elettriche.

Torniamo a parlare di bollo auto ovvero di quella tassa automobilistica tra le più odiate dagli italiani, ma che è dovuta per legge e nel caso in cui non si adempie ai propri obblighi, si va incontro a sanzioni ed in alcuni casi anche ad un fermo amministrativo. Purtroppo capita sempre più spesso che a causa di alcune difficoltà economiche non si riesca a pagare il bollo auto e tra le conseguenze del mancato pagamento, spicca il fermo amministrativo. Questo di fatto, salvo alcuni casi eccezionali, può impedire che l’auto possa circolare ed è sicuramente una conseguenza piuttosto grave per coloro che sono costretti a muoversi con la propria auto soprattutto per motivi di lavoro. Ad ogni modo chi versa in difficoltà economiche, può sempre più scegliere una soluzione migliore per poter regolarizzare la propria posizione, ad esempio pagare il bollo auto a rate. Ma come fare? Ci si potrà rivolgere ad esempio alla regione di riferimento per capire se questa soluzione è possibile e si può anche contattare l’ufficio tributi, oppure recarsi direttamente presso una agenzia ACI. Nel caso in cui la richiesta di pagamento a rate venga accettato si potranno pagare le rate che però non dovranno avere un importo inferiore alle €100 mensili.Nel caso in cui questo non sarà possibile, bisognerà mettere in conto che ben presto si vedrà recapitata la cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate e si potrà chiedere di rateizzare quella, ovviamente comprensiva di sanzioni e mora.

Bollo auto, quando è possibile pagare a rate

Per poter rispondere a questo quesito dobbiamo fare necessariamente riferimento al DPR numero 602 del 29 settembre 1973. Nello specifico, a sancire ciò è l’articolo 19 secondo cui l’agente della riscossione su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà con la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo con l’esclusione dei diritti di notifica, per un massimo di 72 rate mensili. Tuttavia nel caso in cui però le somme iscritte a ruolo risultino essere di importo superiore a €60.000 la dilazione non sarà concessa, qualora il contribuente documenti la temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Nel caso in cui la situazione economica dell’automobilista dovesse peggiorare, la dilazione che è stata consentita, si potrà prorogare soltanto una volta per un periodo ulteriore e sempre fino a 72 mesi, a condizione però che non sia avvenuta la decadenza.

Il debitore, inoltre, potrà richiedere un piano di rateazione che prevede delle rate variabili di importo crescente per ciascun anno. Nel caso in cui dovessero insorgere ancora altre difficoltà economiche, questa rateizzazione, aumenterà fino ad un massimo di 120 rate mensili, ma per poter beneficiare di questi privilegio deve essere accertata l’impossibilità di eseguire il pagamento del credito tributario, secondo un piano di rateazione ordinario.

Pagamento Bollo auto a rate, come fare richiesta

Per poter fare richiesta e poter pagare il bollo auto a rate, si può tranquillamente fare domanda scaricando l’applicazione equiclick, direttamente dal sito dell’agenzia delle entrate riscossione. Attraverso questa applicazione, l’ automobilista potrà procedere proprio con la rateizzazione. Ovviamente saranno disponibili anche i canali tradizionali, come compilare il modulo R1 che è riservato a piani di rateizzazione con importo fino a €60000 presentandolo poi agli uffici dell’Agenzia delle Entrate riscossione. Questo modulo si potrà anche inviare tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo Agenzia delle Entrate riscossione, strutture a supporto del responsabile della protezione dei dati via Giuseppe Grezar 14 00142 Roma.

Il bollo auto, chiamato spesso tassa automobilistica, altro non è che è un contributo regionale il cui versamento spetta solo ai possessori di un’auto, che viene indicato dal Pubblico Registro Automobilistico. Si tratta di una tassa che viene pagata annualmente da chi risulta essere il proprietario di una o più di automobili, indipendentemente dal fatto che questa circoli o meno. L’importo sarà dettato da ogni regione, che ha dei parametri differenti di riferimento, quindi può capitare che un importo sia diverso da una regione all’altra. Cosa accade, però, se non si paga il bollo auto? Sicuramente si va incontro ad una sanzione, di importo ed entità che varia a seconda della scadenza. Ad ogni modo, anche il bollo auto va in prescrizione e oggi noi vogliamo occuparci di tutti quei casi in cui un automobilista riceve una richiesta di pagamento del bollo auto che è stato già prescritto oppure che è stato già versato.

Cosa succede in questi casi? La risposta è semplice, ovvero l’automobilista può fare ricorso alla Commissione tributaria oppure presentare una richiesta in autotutela.

Quando scade il bollo auto

Generalmente la tassa automobilistica è una tassa annuale, quindi va pagata entro il mese successivo la sua scadenza. Se questa però non viene pagata, va in prescrizione entro il terzo anno successivo a quello in cui sarebbe dovuta venire il pagamento. In base a questo concetto, il bollo che dovrebbe essere versato nel 2018, andrà in prescrizione alla data del 31 dicembre 2021. Se però nel frattempo si riceve la cartella esattoriale dell’Agenzia di riscossione relativa al bollo non pagato, il tempo di prescrizione inevitabilmente si interrompe e bisognerà iniziare a decorrere nuovamente dell’inizio.

Per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento

Così come avviene per le bollette di luce gas e telefono, può anche capitare che il bollo auto pagato non risulta adeguatamente versato. Per questo è bene conservare le ricevute di pagamento, almeno per i tre anni successivi alla data dell’avvenuto pagamento. È possibile buttare le ricevute soltanto dopo che è avvenuta la prescrizione del debito.

Come contestare la richiesta di pagamento

Come abbiamo sopra accennato, l’automobilista può contestare la richiesta di pagamento, facendo ricorso alla commissione tributaria entro i termini di impugnazione oppure può presentare richiesta di esercizio dell’autotutela, richiedendo all’amministrazione finanziaria l’annullamento della richiesta di pagamento oppure lo sgravio della cartella.

Come si contesta una richiesta di pagamento

Si può inoltrare la domanda di autotutela soltanto nel caso in cui i termini per poter impugnare l’accertamento emesso dall’agenzia delle entrate siano già scaduti.  In questo caso, l’Agenzia delle Entrate è obbligata ad annullare il provvedimento.

Bollo auto e figlio con legge 104, è possibile avere l’esenzione?

Bollo auto e esenzione per legge 104/1992

La Legge 104, tra le tante agevolazioni, prevede anche l’esenzione del bollo auto sui veicoli condotti dalla persona invalida o disabile o dai familiari accompagnatori.

Per poter usufruire dell’agevolazione bisogna presentare una domanda alla Regione competente (di residenza). Alla domanda dovrà essere allegata tutta la documentazione.

Nelle regioni in cui tali uffici non sono stati istituiti l’interessato può rivolgersi all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Esenzione bollo auto: chi può farne richiesta

Possono fare richiesta dell’esenzione dal bollo auto i soggetti affetti da:

• disabilità con patologia che comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti;

• disabilità grave o con pluriamputazioni;

• disabilità per la quale e stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;

• disabilità per cecità o sordità.

Documenti d’allegare alla domanda

Nel caso in questione art. 3 comma 3 della legge 104 bisogna presentare la seguente documentazione allegata in base al grado di disabilità:

Disabilità con patologia che comporta grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni

Il disabile deve essere stato riconosciuto portatore di handicap o invalido, in stato di gravità, affetto da patologia con grave limitazione di deambulazione o affetti da pluriamputazioni.

Il veicolo, sempre nei limiti di cilindrata previsti, non necessita di adattamento tecnico.

La documentazione da allegare alla domanda di esenzione è costituita da:

• Copia della carta di circolazione;

• Copia del verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla Commissione medica presso la ASL di cui all’art. 4 della legge n.104/1992 dal quale risulti esplicitamente che il soggetto si trova in situazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/1992 derivante da patologie che comportano una grave limitazione della deambulazione o da pluriamputazioni;

• Copia della documentazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione che attesti che il disabile è fiscalmente a carico dell’intestatario del veicolo (solo nel caso in cui il veicolo non sia intestato al portatore di handicap/invalido).

Nel caso di Disabilità mentale o psichica

Il disabile deve essere stato riconosciuto portatore di handicap o invalido, in stato di gravità, affetto da una patologia mentale o psichica, con riconoscimento della indennità di accompagnamento.

Il veicolo, sempre nei limiti di cilindrata previsti, non necessita di adattamento tecnico.

La documentazione da allegare alla domanda di esenzione è costituita da:

• Copia della carta di circolazione;

• Copia del verbale di accertamento dell’handicap emesso dalla Commissione medica presso la ASL di cui all’art. 4 della legge n. 104/1992 dal quale risulti esplicitamente che il soggetto si trova in situazione di handicap grave ai sensi dell.art.3 comma 3 della medesima legge derivante da disabilità psichica o mentale;

• Copia del certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento di cui alle leggi 18/80 e 508/88 emesso dalla Commissione preposta all’accertamento dell’invalidità civile di cui alla legge n.295/90 ovvero dichiarazione sostitutiva di certificazione attestante che al disabile è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;

• Copia della documentazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione che attesti che il disabile è fiscalmente a carico dell’intestatario del veicolo (solo nel caso in cui il veicolo non sia intestato al portatore di handicap/invalido).

I veicoli per i quali è possibile chiedere l’esenzione

L’esenzione del bollo auto si applica ai veicoli, condotti dai disabili o utilizzati per il loro accompagnamento, con limitazione di cilindrata fino a 2000 cc se con motore a benzina, e fino a 2800 cc se con motore diesel.

L’esenzione spetta per un solo veicolo, si può possibile ottenere nuovamente l’agevolazione per un secondo veicolo solo se il primo, già soggetto di esenzione bollo, viene venduto o cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (Pra).

Esenzione bollo auto sul veicolo del familiare

Il veicolo deve essere intestato al disabile o, in alternativa, al familiare che lo ha fiscalmente a carico, nel caso specifico il padre che ha fiscalmente a carico il figlio di 8 anni può chiedere l’esenzione bollo auto.

Un vincolo indispensabile per potere usufruire dell’esenzione del bollo auto è che il veicolo sia intestato al disabile o alla persona alla quale il disabile è fiscalmente a carico.

Per essere ritenuto a carico fiscalmente, il reddito complessivo annuo del disabile deve essere entro la soglia di euro 2.840,51. Quindi, al di sopra di questo limite, per poter usufruire delle agevolazioni fiscali, occorrerà necessariamente che il veicolo e i documenti di spesa siano intestati al disabile (e non al suo familiare).

Sono escluse da questo limite sopra indicato, i redditi esenti (le pensioni sociali, le indennità comprese quelle di accompagnamento, le pensioni e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai sordi preverbali e agli invalidi civili) e di quelli soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva.

Per familiare del disabile si intende: il coniuge, i fratelli, le sorelle, i suoceri, le nuore e i generi, gli adottanti, nonché i figli e i genitori, in mancanza dei quali subentrano i discendenti o gli ascendenti più prossimi.

Esenzione bollo auto permanente

L’esenzione dal pagamento del bollo ha carattere permanente, se riconosciuta per il primo anno (con presentazione di regolare domanda), prosegue anche per gli anni successivi, senza l’onere di ulteriori adempimenti.

Solo quando vengono meno le condizioni dell’agevolazione (per esempio il veicolo viene venduto oppure viene meno l’invalidità del beneficiario), l’interessato (o agli eredi dello stesso) devono darne tempestiva comunicazione all’ufficio competente, pena il recupero del tributo e l’applicazione di sanzioni.

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