Integratori a base di curcuma ed epatite: arriva la lista completa diffusa dal Ministero

Sono saliti a 16 i casi di epatite colecistica acuta, che ricordiamo non è infettiva nè tanto meno contagiosa e che sembrano essere riconducibili al consumo degli integratori a base di curcuma. Quest’ultimi, sembra che negli ultimi tempi, siano finiti sotto accusa. Proprio nella giornata di ieri, l’Istituto Superiore di Sanità ha riportato la lista dei prodotti segnalati associati ai casi di epatite che sono davvero tanti. Curiosi di scoprire di quali si tratta? Non vi resta che continuare la lettura dell’articolo.

Elenco integratori a base di curcuma:

– ersalis– lotto I 0187 scadenza 01/2022 – Geofarma s.r.l. – prodotto da Labomar s.r.l.
– Rubigen curcuma e piperina– lotto 250119 – Naturfarma
– Curcumin+piperin– Vegavero – prodotto da Vanatari International GMBH, Berlino
– Tendisulfur Forte bustine– Laborest Italia s.r.l. prodotto da Nutrilinea s.r.l.
– Cartijoint Forte – lotto 24/18– Fidia Farmaceutici s.p.a. prodotto da Sigmar Italia s.p.a.
– Curcuma liposomiale più pepe nero– lotto 1810224, scadenza 10/21, prodotto da Laboratories Nutrimea con sede e stabilimento di produzione rue des Petits Champs 20, FR 75002, Parigi.

Ma non finisce qui, perché la lista è ancora lunga e tra gli integratori segnalati dal Ministero sembrano esserci anche questi:
– Curcuma 95% Maximum– lotto 18L264, scadenza 10/2021, prodotto da Ekappa Laboratori s.r.l. per conto di Naturando s.r.l.
– Curcuma complex– B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
– Tumercur– Sanandrea
– MOVART– lotto M70349scadenza 08/2019 – Scharper S.p.A., Farmaceutici Procemsa spa Nichelino
– Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg– Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
– Curcuma “Buoni di natura”– Terra e Sole
– Curcumina Plus 95%– lotto 18L823 – NI.VA prodotto da Frama
– Curcumina 95% Kline– lotto 18M861 – NI.VA prodotto da Frama
– Curcumina Plus 95% piperina linea@– lotto 2077-LOT 19B914 – NI.VA prodotto da Frama
– Curcumina Plus 95% piperina linea@– 18c590 – NI.VA prodotto da Frama.

Integratori alimentari ed epatite, il punto della situazione

L’istituto superiore della Sanità sembra sia dovuto intervenire per forza, per ritirare alcuni prodotti dal mercato a scopo precauzionale ed effettuando le verifiche apposite. Ad ogni modo, nel contempo è stato ance avviato un sistema di segnalazioni, insieme alle Regioni ed a tutte le Asl e dunque è facile che alla lunga lista che abbiamo sopra riportata, si possano aggiungere altri integratori.Ad ogni modo, si invitano tutti coloro che hanno consumato o che sono soliti consumare integratori alla curcuma, a sospendere immediatamente il consumo ovviamente a scopo precauzionale.

In Italia il consumo di questi integratori sembra essere particolarmente diffuso e solo nello scorso anno sono state vendute ben 226 milioni di confezioni, con un valore di mercato di circa 3.3 miliardi di euro. Ma quali sono i sintomi dell‘epatite colecistica acuta?Si parla del prurito diffuso, ittero, febbre, urine scuro, dolori ossei, feci di colore chiaro. Chiunque soffrisse di uno di questi sintomi, dovrà recarsi immediatamente in ospedale, visto che nel caso in cui non viene curata in tempo, può davvero essere molto pericolosa.

DEI BENEFICI DELLA CURCUMA NE PARLAVA GIÀ IL MEDICO GRECO DIOSCORIDE NEL PRIMO SECOLO D.C., ma è solo dalla seconda metà del Novecento che, studio dopo studio, ha dimostrato di avere effetti positivi sulla funzione digestiva, sul benessere del sistema digerente in generale e anche sulle funzioni del fegato, in particolare nei casi di alimentazione troppo ricca di grassi e quando il sovrappeso si concentra nella zona addominale. Non solo, è d’aiuto anche nelle funzioni articolari e per contrastare i disturbi del ciclo mestruale. Queste proprietà dipendono essenzialmente da due sostanze funzionali contenute nel suo rizoma: i polisaccaridi e i curcuminoidi. Mentre i primi sono facilmente assimilabili e biodisponibili, i secondi, invece, hanno dimensioni particolarmente grandi, sono solubili solo in sostanze grasse e faticano ad essere assorbiti dall’intestino. Da qui l’importanza di assumerli in forma liposomiale, cioè in formulazioni costituite da microscopiche vescicole che, incorporandoli, ne favoriscono l’assorbimento.

La Curcuma per curare Parkinson e Alzheimer: quando la medicina non studia prodotti a basso costo.

Esistono ormai numerosi lavori scientifici che discutono della azione della Curcuma nel trattamento delle forme tumorali. Questo tubero dal bel colorito giallo, che è alla base della preparazione del Curry, ed è alimento importantissimo nella cultura Indiana, contiene delle sostanze, chiamate Curcuminoidi, che hanno una sicura azione di inibizione della crescita tumorale (Kunnumakkara AB et al, Cancer Res. 2007 Apr 15;67(8):3853-61), nel caso di tumori intestinali, pancreatici e cerebrali. Si suppone però che l’azione di controllo possa svilupparsi anche su molte altre forme degenerative. Già queste proprietà sarebbero sufficienti a rendere la Curcuma (intensamente utilizzata come alimento in numerose culture orientali, come quella Indiana) oggetto di studio accurato, ma gli effetti non si fermano qui. Oltre a una azione antinfiammatoria, antiallergica e di stimolo alla digestione, che la rendono un perfetto supporto per il trattamento delle condizioni connesse alle intolleranze alimentari, ne è stata documentata una potente azione di prevenzione per malattie come il morbo di Alzheimer e di Parkinson. È di certo una bella sorpresa, perchè questa pianta formidabile, i cui effetti sono ampiamente segnalati sulla letteratura medica (Jagetia GC et al, J Clin Immunol. 2007 Jan;27(1):19-35. Epub 2007 Jan 9) potrebbe dimostrarsi utile sia per una efficace prevenzione che per una valida terapia di alcune malattie neurologiche che rappresentano uno “spauracchio” per molti nelle popolazioni occidentali. Inoltre si tratterebbe di un rimedio sicuramente a basso costo, perchè l’utilizzo alimentare di questa spezia fa parte della pratica quotidiana di numerose culture, come quella Indiana, in cui appunto l’incidenza dell’Alzheimer è tra le più basse al mondo. E invece, nonostante le intense potenzialità di applicazione, una ricerca su Medline inserendo le voci “Curcuma” e “Alzheimer” porta alla evidenza di soli 6 lavori scientifici (due dei quali addirittura senza presenza di abstract, il riassunto che consente ai ricercatori di conoscere il tema della ricerca senza doversi procurare immediatamente l’articolo originale) prodotti nel mondo dal 2001 al 2007. Un numero realmente esiguo, soprattutto se si confronta questo dato con quello dei 9206 lavori scientifici evidenziabili inserendo nelle chiavi di ricerca “Alzheimer” e “farmaci”; 461 pagine piene di articoli che propongono un farmaco o un altro per la terapia di questa forma degenerativa. Spesso si tratta di farmaci ad elevato costo, di utilità non chiara, ma ricchi di una forte spinta commerciale. Ormai sappiamo che la Curcuma non è brevettabile, e che l’industria rifugge dalla possibilità di fornire alla gente comune delle soluzioni derivate da sostanze alimentari. I farmaci sono infatti più gestibili, sul piano commerciale e sul piano del metodo. Sarebbe sicuramente devastante per gli interessi di molte aziende se le malattie potessero guarire semplicemente attraverso alimentazioni più sane e la scelta di alcuni alimenti o del modo con cui ci si nutre. Nell’attesa della improbabile umanizzazione delle industrie farmaceutiche un sano piatto al Curry potrà fare bene a noi come ai nostri ospiti.

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