Cristina D’Avena sotto accusa per aver partecipato alla festa di Fratelli D’Italia


Ho letto, sul web, commenti e considerazioni feroci sulla mia partecipazione alla festa, in Piazza del Popolo a Roma. Non credo serva spiegare come mi sia sentita; preferisco ricordare a chi mi ha giudicato, forse con un po’ troppa fretta, chi sono.

Da quarant’anni canto in tutti i posti dove sono ben voluta e accolta». Cristina D’Avena ha risposto nel migliore dei modi ai leoni da tastiera che l’hanno riempita d’insulti sui social per aver partecipato di recente a un evento di Fratelli d’Italia (un partito che può piacere o meno, ma che comunque, ricordiamolo, ha ottenuto la maggioranza dei voti alle ultime elezioni politiche). Con le sue canzoni D’Avena non desidera altro che «portare allegria e spensieratezza a chi è cresciuto con loro e a chi le canta assieme a me. Tutti, nessuno escluso.

E questo non è qualunquismo, ma libertà». Anche lei non porta «ideologie, ma musica. Non mi schiero e non cambio pelle all’improvviso. Ho accolto un invito per cantare, non per militare sotto una bandiera. E se posso trasformare una polemica in qualcosa di più utile, vorrei fosse – questa – un’ottima occasione per dimostrare (se mai ce ne fosse ancora bisogno) che la musica unisce, include, conforta». Una situazione che ricorda quanto successe qualche tempo fa Laura Pausini quando si ri utò di cantare Bella Ciao. Anche in quel caso volarono le o ese e le indignazioni. Poi tutto tornò nella normalità, una cosa di cui avremmo tanto bisogno, oggi più che mai.

Per fortuna al fianco di D’Avena è sceso in campo Fiorello, uomo dall’intelligenza libera e travolgente: «Ognuno deve essere libero di esprimersi come e dove vuole. Io ho cantato per i comunisti e lei per la Meloni. Perché non può farlo?» ha detto a Viva Rai2! Questo è il punto: perché un artista non può portare il suo talento e il suo valore dove vuole, senza rischiare di essere bersagliato dai faziosi? L’importante ora però, cari lettori, è dirvi: Buon Natale!

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