Medaglia d’oro al giovane che salvò vite a Rigopiano e trovò la morte da eroe al Raganello

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Vittoria Ciaramella, Prefetto della provincia di Cosenza, ha consegnato la Medaglia d’Oro al Valor Civile ai genitori di Antonio De Rasis, morto nella tragedia del Raganello del 2018, in cui ha perso la vita anche Antonio De Rasis, guida di 32 anni di Cerchiara di Calabria.

Il 30 aprile 2018 Antonio De Rasis, giovane guida di Cerchiara di Calabria rimasta uccisa nella tragedia del Raganello, ha perso la vita dopo aver guidato un gruppo di studenti in gita scolastica sulla vetta del Monte Vulture. Il Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella ha conferito alla famiglia De Rasis la Medaglia d’Oro al Valor Civile. La tragedia, avvenuta nei pressi dell’abitazione di Antonio, ha provocato la morte di 10 persone. Alla cerimonia di Cosenza erano presenti i familiari di Antonio De Rasis, il sindaco di Cerchiara di Calabria e Giacomo Zanfei, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico.

Il decreto del Presidente della Repubblica che conferisce la Medaglia d’Oro al Valor Civile cita le sue azioni durante un’escursione come esempio di solidarietà umana portata all’estremo. È stato premiato per aver salvato diverse vittime che erano in pericolo di vita perché stavano per essere investite dai detriti di un’onda anomala formatasi a causa di un’alluvione. Ha perso la vita dopo essere stato travolto da un’alluvione perché esausto. “Durante un’escursione, in cui fungeva da guida, ha salvato diverse persone che stavano per essere colpite da detriti dopo un’onda anomala formata da un torrente in piena”. ‘Straordinario esempio di solidarietà umana spinta fino all’estremo sacrificio’. È citato nella motivazione.

È morto Antonio De Rasis, 32 anni, membro della Stazione del Pollino del Soccorso Alpino e Speleologico Calabria. Era un giovane con molta esperienza. È stato un momento emozionante quando oggi i suoi genitori hanno ricevuto la medaglia”, ha dichiarato Luca Franzese, ex presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Calabria, attualmente consigliere nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e amico fraterno di De Rasis. I genitori di De Rasis, gli amici e tutti i cerchiaresi sono orgogliosi di avere una medaglia d’oro tra i nostri cittadini per la prima volta nella nostra storia. Certo, tutti vorremmo che il 20 agosto non fosse mai accaduto, ma non possiamo riportare indietro le lancette del tempo”.

Secondo Franzese, Antonio era un “figlio altruista sempre pronto a soccorrere le persone nelle situazioni più pericolose”, un volontario del soccorso alpino, un giocatore e dirigente del Cerchiara calcio. È stato descritto anche come un amante delle tradizioni e un giocatore di calcio, oltre che un cattolico devoto. “Un uomo di montagna, un ottimo sciatore, un amico sincero e scherzoso, un montanaro che ha sempre avuto il mio rispetto e la mia ammirazione. Ho sempre apprezzato la sua profonda amicizia, le tante missioni di soccorso, le uscite e le serate con lui. Dopo la valanga di Rigopiano del gennaio 2017, De Rasis è stato uno dei soccorritori intervenuti”.




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