Raoul Bova e la sua compagna Rocío Muñoz Morales tra amore e lavoro

Insieme nella vita e sullo schermo. Il 18 maggio è andata in onda la prima puntata di Giustizia per tutti, la serie in tre puntate di Canale 5 che vede protagonisti Raoul Bova e la sua compagna Rocío Muñoz Morales. Sono passati più di dieci anni da quando si sono conosciuti sul set del film Immaturi. Il viaggio, girato in Grecia. Era l’ottobre del 2011. Due anni dopo si sono innamorati. In mezzo, la convivenza e due figlie, Luna e Alma. «È una cosa nata col tempo: sul set c’era un rapporto professionale e di stima.

Poi abbiamo continuato a cercarci: c’era un collegamento di anime, avevamo capito che volevamo frequentarci », raccontava lei qualche anno fa. Quella formata da Raoul e Rocío oggi è una delle coppie più belle e altrettanto amate del mondo dello spettacolo e l’attenzione, nei loro confronti, è sempre stata altissima. Ancor più adesso che sono tornati a condividere il set in un momento che per lui è davvero magico.

Durante la scorsa estate era uscita la notizia che lo vedeva protagonista della sostituzione di Terence Hill in Don Matteo, la fortunatissima serie di Rai 1 che quest’anno è giunta alla tredicesima stagione. Che, a dispetto dell’addio dell’attore di Venezia, grazie all’arrivo di Raoul nei panni di Don Massimo, ha fatto tredici. Gli ascolti, infatti, si sono mantenuti altissimi e Bova è riuscito ad entrare nel cuore dei telespettatori affezionati.

L’aveva detto alla vigilia: «Non volevo che fosse una sostituzione, ma un proseguimento. Don Matteo rimarrà sempre Don Matteo. Terence rimarrà sempre Terence. Per me era importante cercare di far evolvere una serie che per anni ha dato molti risultati». Terence Hill, sul set, gli ha dato la sua personale benedizione: «Ci siamo incontrati: volevo guardarlo negli occhi. Cercavo il suo consenso e credevo che fosse giusto avere questo passaggio di testimone guardandolo in faccia.

Mi ha detto di scegliere un nome che sentissi mio e di interpretare il personaggio essendo comunque sincero». Missione compiuta. Svestiti i panni da sacerdote, su Canale 5, in Giustizia per tutti, Raoul interpreta Roberto, uno stimato fotografo che viene condannato a trent’anni per l’omicidio di sua moglie, avvocato in un importante studio di Torino. È proprio lui a trovare il cadavere della donna contaminando la scena dell’omicidio.

E non si arrende: combattendo per avere giustizia, cerca nuove possibilità, studia, si laurea in Giurisprudenza riuscendo a dimostrare la sua innocenza. Anche grazie all’avvocato Victoria Bonetto, interpretata dalla sua Rocío. «Roberto mi somiglia perché, come me, ha fiducia nella verità. Anch’io sono convinto che non importa quanti soprusi o quante ingiustizie uno subisca, ma il suo lato vero e pulito verrà a galla, sempre: è solo una questione di tempo, di impegno e di determinazione ha detto lui a Tv Sorrisi e Canzoni. E lei ha parlato di Victoria: «Di lei mi ha stuzzicato proprio il fatto che non mi somigliasse affatto.

Perché è una donna che, per via del suo passato, non è abituata a esprimere sentimenti ed emozioni. Io invece mi lascio travolgere spesso dai miei stati emotivi». Tra i loro personaggi, sullo schermo, nasce un’intesa che va oltre la collaborazione professionale. Proprio come è accaduto nella realtà. Ripetutamente si parla di nozze in vista per loro, che però non sentono l’urgenza di ufficializzare un sentimento forte come quello che li lega. «Con Rocío la vita è una sorpresa » ha detto sempre di recente Raoul. «Io posso portarla in un posto, senza dirle dove, e lei mi segue sempre. Mi sento accolto, protetto da lei, in ogni situazione. Andiamo in moto insieme, facciamo le arrampicate.

Ci piace l’avventura. Una volta eravamo in mezzo a una foresta, in cima, con un ruscello sotto di noi. Le ho detto: “Chiudiamo gli occhi e ci buttiamo?”. E l’abbiamo fatto». Come due fidanzati alle prime uscite. Anche se sono genitori di Luna, che ha sei anni e mezzo, e Alma, di tre e mezzo. «Non ci hanno mandato in crisi, anzi: le guardo e vedo il nostro amore. Sono la parte migliore di noi, la più pura» diceva lei a Vanity Fair l’anno scorso.

Insomma, non serve il matrimonio a certificare la solidità di una famiglia felice. «Io e Rocío siamo già sposati! »: parlando al settimanale Oggi, Raoul aveva messo le cose in chiaro già due anni fa. Manifestando al tempo stesso la possibilità di allargala, la famiglia. «La progettualità, in questo momento, è più nello star bene e in un possibile altro figlio. Io non metto limiti alla provvidenza». E lo stesso vale per la sua Rocío, che alla fine dell’estate è attesa al Festival del Cinema di Venezia dove sarà la Madrina. Sarà lei per condurre le serate di apertura e di chiusura dell’evento che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre.

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