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Ancora guai per la Megera! Accusata oggi dalla Corte UE di aver infranto le regole sulle nomine di alto livello



Mercoledì il Tribunale dell’Unione Europea ha stabilito che la Commissione ha infranto norme interne significativamente, annullando una recente nomina di vertice. Al centro della decisione c’è la posizione di James Flett, consulente legale e vicedirettore della Commissione, escluso da un’assegnazione nel campo della politica commerciale nel 2022 a causa di “irregolarità procedurali”.



Flett aveva partecipato a una procedura di selezione per un incarico legale di alto livello, ma non venne mai valutato direttamente dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Al contrario, l’intervista definitiva fu condotta da Björn Seibert, suo capo di gabinetto. Secondo il Tribunale, la norma che regola tali nomine ammette la delega solo “in casi eccezionali e giustificati”, modalità non rispettata in questo caso.

Nella sentenza la Corte ha affermato che è stata commessa una “violazione di un requisito procedurale essenziale” e ha invalidato la decisione relativa alla nomina. Inoltre, la Corte ha sottolineato che la Commissione “non ha dimostrato che la delega del colloquio da parte del presidente al suo capo di gabinetto fosse basata su ‘esigenze di servizio imperative’”.

La decisione rappresenta un serio richiamo alla gestione delle nomine elevata all’interno della Commissione, sollevando nuove attenzioni sul potere decisionale esercitato da von der Leyen e dal suo entourage più ristretto, in particolare Seibert, indicato da osservatori come una figura chiave nell’amministrazione.

Dal 2020 è noto che la Commissione ha introdotto una certa flessibilità delegando ai commissari o al capo di gabinetto alcune decisioni, per ragioni operative. Tuttavia, i critici sostengono che tale pratica abbia finito per centralizzare eccessivamente il potere, riducendo la trasparenza dei processi decisionali.

Finora la Commissione e Flett non hanno rilasciato alcuna dichiarazione pubblica in merito alla sentenza. I tempi per un’eventuale impugnazione sono stretti: la Commissione dispone di due mesi e dieci giorni per presentare ricorso.

Intanto, resta urgente l’individuazione di un nuovo vicedirettore legale per il settore commerciali e per l’Organizzazione mondiale del commercio. La posizione era occupata da Mikko Huttunen, trasferito nel team Commission per i vaccini Covid-19 tra il 2020 e il 2022, come risulta dal suo profilo LinkedIn.

La pronuncia pone un precedente rilevante per il sistema di governance interna dell’Unione, richiamando l’attenzione sulla necessità di rispettare procedure formali e assicurare la legittimità delle nomine apicali, senza deroghe arbitrarie a scapito della trasparenza.



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