Beatrice Venezi, un tempo celebrata dalla comunità progressista per il suo successo in un settore prevalentemente maschile, si trova ora al centro di una controversia che la vede esclusa dalla scena teatrale. La direttrice d’orchestra, che ha recentemente assunto la direzione della Fenice di Venezia, è oggetto di critiche da parte di alcuni esponenti della sinistra, che la accusano di ipocrisia. Tommaso Cerno, direttore del quotidiano La Verità, commenta la vicenda, evidenziando il cambiamento di atteggiamento nei confronti di Venezi.
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🔵 Venezi da eroina a paria dei teatri.
L’ipocrisia della sinistra ossessionata da Meloni @tempoweb pic.twitter.com/l8WP5sVhE6— Tommaso Cerno (@Tommasocerno) October 25, 2025
“Si prega di concentrarsi sull’esecuzione musicale”. Un messaggio diretto e inequivocabile, che testimonia l’affaticamento percepito dal pubblico. Il conflitto in atto è da tempo evidente e si configura come una disputa prevalentemente politica, piuttosto che musicale. Il riferimento è al caso Beatrice Venezi, direttore d’orchestra designato dal sovrintendente della Fenice di Venezia, Nicola Colabianchi, alla carica di direttore musicale a partire da ottobre 2026. Tale nomina ha suscitato forti critiche da parte del personale artistico, in particolare dall’orchestra, con conseguenti manifestazioni di dissenso.
Significativa è la decisione di leggere ogni sera un comunicato stampa in cui si esprime disappunto per la nomina della Venezi, ufficialmente motivata da un curriculum ritenuto insufficiente, ma in realtà attribuito alle sue convinzioni politiche di destra. Tuttavia, si registra un crescente malcontento tra il pubblico, la componente ritenuta più rilevante anche dall’Orchestra, che aveva precedentemente accusato il direttore d’orchestra di non garantire “né qualità artistica né prestigio internazionale” e, soprattutto, di causare una diminuzione del numero di abbonati. Paradossalmente, proprio gli abbonati manifestano stanchezza nei confronti di questa campagna.
Un video diffuso online evidenzia chiaramente la posizione del pubblico. Durante la consueta lettura del comunicato stampa contro la direttrice d’orchestra lucchese, un presente ha esclamato: “Ma basta con questa storia, basta!”. E ancora: “Ma sono cose assurde, pensate a suonare, basta”. È importante sottolineare che non si tratta di un episodio isolato. Infatti, la protesta è stata immediatamente accolta con applausi da parte del pubblico, a dimostrazione del desiderio di porre fine a queste manifestazioni.



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