Un nuovo possibile invito alla kermesse di Atreju — prevista a Roma dal 6 al 14 dicembre — potrebbe arrivare per Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (PD). A lanciarlo è stato Niccolò Carratelli, organizzatore della manifestazione promossa da Fratelli d’Italia (FdI). Due anni fa la Schlein aveva declinato un invito simile, affermando che «il confronto si fa in Parlamento».
Al momento dal Nazareno non arriva alcuna apertura né chiusura: «non abbiamo ricevuto nessun invito e non commentiamo ipotesi – viene spiegato – vedremo se e come verremo contattati». I vertici del partito guidato da Schlein mantengono la linea dell’attesa: nulla da dichiarare, tra cautela e riflessione.
All’interno del PD, però, qualcuno valuta che «chiamare di nuovo Schlein sarebbe una buona mossa, a prescindere». Perché — argomentano — se accettasse di salire sul palco all’ombra del castello di Castel Sant’Angelo a Roma, farebbe un passo avanti rispetto alla posizione espressa finora: tre anni durante i quali ha escluso dalla festa dell’Unità nazionale gli esponenti del governo e della maggioranza, ribadendo che il dialogo va tenuto in Parlamento. Qualora, invece, confermasse il rifiuto, secondo alcune anime dell’opposizione interna, si potrebbe prestare ad essere accusata — come già fanno ironicamente i meloniani — di «mettere le basi per un palco antidemocratico offrendo la propria presenza» alla principale leader dell’opposizione.
Infatti è circolato negli ambienti parlamentari un precedente: circa un mese fa Stefano Bonaccini — presidente del PD — ha partecipato alla festa Fenix, organizzata dalla giovanile di FdI, e ha preso parte a un confronto con Giovanni Donzelli. Non senza applausi, selfie e strette di mano. Quel precedente viene citato come testimonianza che «dialogare va bene, ognuno ha le sue posizioni». In quest’ottica l’ex ministro Lorenzo Guerini ha ricordato di aver partecipato all’edizione dell’anno scorso e ha commentato: «Discutere va sempre bene, tanto ognuno ha le sue posizioni».
Dunque la scelta della Schlein appare delicata: se accetterà l’invito potrà apparire come apertura al confronto fuori dal Parlamento; se rifiuterà, rischia di essere vista come coerenza rispetto alla linea assunta, con il relativo carico di critiche da parte degli oppositori. Al Nazareno, in ogni caso, sperano che l’invito “non arrivi” — in modo da evitare di doversi misurare con la delicata decisione.



Add comment