La comunità di Przypki, in provincia di Mazowieckie, è sotto shock dopo la presunta confessione del parroco Mirosław M., accusato di avere colpito con un’ascia un senzatetto suo conoscente, Anatol Cz., poi cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme lungo una strada di campagna nel villaggio di Lasopole. La vittima, di 68 anni, aveva donato al sacerdote i diritti su un terreno in cambio di assistenza a vita e un alloggio, ma secondo gli investigatori il conflitto è scaturito proprio dalla mancata sistemazione abitativa promessa .
Secondo i responsabili dell’ufficio del procuratore di Radom, l’alterco si è verificato mentre il prete e l’uomo stavano viaggiando insieme in auto. Durante la discussione, il parroco avrebbe preso un’ascia dal bagagliaio e colpito ripetutamente la vittima alla testa, prima di spruzzarlo con combustibile e dargli fuoco mentre era ancora vivo. Un ciclista di passaggio ha scoperto il corpo in fiamme e ha allertato le autorità, che lo hanno identificato grazie alla targa di un Suv abbandonato sul posto .
Le autorità hanno accertato che le lesioni riportate comprendevano ustioni sul 80 % del corpo e gravi ferite da arma contundente alla testa, compatibili con un oggetto tagliente molto pesante . Il sacerdote, arrestato e ora sotto custodia cautelare, ha ammesso le proprie responsabilità. La formulazione dell’accusa è stata ampliata a omicidio con particolare crudeltà, per il quale è prevista una pena dai 15 anni fino all’ergastolo .
La vicenda ha suscitato indignazione a livello nazionale. L’arcivescovo di Varsavia, Adrián Galbas, ha dichiarato di essere rimasto “devastato e distrutto” dalla rivelazione e ha iniziato le procedure per chiedere formalmente al Vaticano la sospensione dallo stato clericale del sacerdote accusato, che rappresenterebbe la sanzione massima prevista dal diritto canonico .
Galbas ha invitato la comunità cattolica a pregare per la vittima e la sua famiglia. Ha definito il delitto un “crimine terribile” e ha sottolineato la propria responsabilità morale su quanto accaduto all’interno della Chiesa di Varsavia .
Secondo fonti di stampa e investigatori, il movente centrale sarebbe la disputa attorno agli impegni presi dal sacerdote dopo la donazione del terreno: l’uomo aveva chiesto al prete un appartamento per la vecchiaia, promessa non mantenuta, che avrebbe dato origine alla lite degenerata in omicidio .
È oggetto di indagine anche la scelta del sacerdote di tenere nel veicolo un’ascia e una tanica di liquido infiammabile, elementi considerati anomali e che hanno spinto la polizia a indagare sull’eventuale premeditazione del gesto.
Il caso ha suscitato un’ondata di incredulità fra i residenti. Un testimone ha raccontato che il parroco “urlava alla gente, li rimproverava ma guidava un Suv costoso e pretendeva soldi per ogni cosa” e che “la questione era stata anche segnalata alla curia” .
La procura ha emesso un mandato di arresto iniziale di tre mesi in attesa dell’udienza preliminare. Il sacerdote resta detenuto in attesa del processo, mentre si attende una decisione da parte della Santa Sede sul processo canonico parallelo .
La storia si inserisce in un contesto di crescente allarme riguardo alla condotta di alcuni membri del clero e alle dinamiche interne alla comunità ecclesiastica. La richiesta ufficiale di defrocking da parte dell’arcivescovo è una mossa eccezionale, segno della gravità attribuita alle accuse e dell’impatto mediatico e sociale del caso.
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