Il primo ministro Viktor Orban ha criticato con fermezza l’intesa commerciale raggiunta tra Stati Uniti e Unione europea, accusando la presidente della Commissione Ursula von der Leyen di essersi fatta sovrastare durante le trattative. Secondo Orban, non si sarebbe trattato di un accordo paritario, bensì di una chiara sottomissione negoziale.
Orban ha affermato testualmente: “Donald Trump non ha raggiunto un accordo con Ursula von der Leyen, ma piuttosto si è mangiato la presidente della Commissione europea a colazione”, parole pronunciate durante una diretta su Facebook subito dopo la firma dell’intesa a Turnberry, Scozia .
Ha poi proseguito con un paragone forte: “Trump è un negoziatore dei pesi massimi, von der Leyen dei pesi piuma”. Per il leader di Budapest, questa intesa non potrà essere celebrata come un successo, definendola anzi “peggiore” rispetto all’accordo negoziato in precedenza dal Regno Unito .
La controversa intesa prevede l’introduzione di un dazio del 15 % sulle esportazioni europee verso gli Usa, a partire dal primo agosto. Restano al 50 % i dazi su acciaio e alluminio. In cambio, Bruxelles si impegna ad acquistare armi ed energia dagli Stati Uniti per circa 750 miliardi di dollari nei prossimi tre anni .
Le reazioni politiche all’interno dell’Ue sono state contrastanti: se da un lato Maroš Šefčovič, commissario europeo al Commercio, ha dichiarato che l’accordo rappresenta il miglior risultato possibile per scongiurare una guerra commerciale e mettere al sicuro circa 5 milioni di posti di lavoro , dall’altro il premier francese François Bayrou ha definito la giornata come un “giorno buio”, accusando l’Europa di essersi arresa sotto la pressione americana .
Anche Guy Verhofstadt, ex capo negoziatore della Brexit per il Parlamento europeo, ha bollato l’accordo come “scandaloso” e privo di concessioni significative da parte statunitense .
In Germania, il cancelliere Friedrich Merz ha salutato l’intesa come un elemento di stabilità per il settore export‑oriented del Paese, pur riconoscendo alcune criticità . In Italia, invece, il governo guidato da Giorgia Meloni ha espresso cautela, rimandando il giudizio definitivo alla valutazione dei dettagli tecnici dell’intesa .
L’intesa definisce un nuovo equilibrio transatlantico: le esportazioni europee saranno soggette a tariffe moderate ma costanti, mentre l’Europa si impegna in investimenti massicci sul mercato energetico e militare Usa. Per Orban, tuttavia, si tratta di una sconfitta strategica dell’Ue, che avrebbe accettato un compromesso imposto più che negoziato.
Negli ultimi mesi, il premier ungherese ha più volte già minacciato che l’Ungheria sarebbe pronta a uscire dall’Unione nel caso in cui gli svantaggi superassero i vantaggi dell’appartenenza. A sua avviso, l’intesa attuale potrebbe avvicinare quel momento decisivo .
Secondo Orban, il risultato negoziale ottenuto a Turnberry potrebbe segnare un punto di svolta nell’atteggiamento dell’Ue verso Washington, evidenziando un ruolo passivo e subordinato piuttosto che sovrano e influente.
In sintesi, l’espressione usata dal premier ungherese – provocatoria e icastica – metta in luce un profondo dissenso politico interno: se per Bruxelles l’accordo rappresenta una soluzione pragmatica per evitare una crisi commerciale, per Orban simboleggia una resa negoziale che espone l’Europa a un rapporto sbilanciato con gli Stati Uniti.
Add comment