Elly Schlein, attuale figura di spicco nella politica italiana ed europea, ha tracciato un percorso formativo e professionale che unisce diverse esperienze in ambito accademico, comunicativo e audiovisivo. Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo di Lugano, ha scelto di trasferirsi a Bologna per proseguire gli studi universitari. Inizialmente iscritta al DAMS, ha successivamente deciso di passare a Giurisprudenza, laureandosi con il massimo dei voti. Le sue tesi si sono concentrate su temi rilevanti come carcere, migrazioni e diritti, dimostrando un forte interesse per questioni sociali.
Un aspetto poco noto della sua carriera è il legame con il cinema. Schlein ha dedicato anni alla critica cinematografica, scrivendo recensioni per varie testate e blog, e partecipando attivamente al Festival del Film di Locarno. La sua passione per il settore l’ha portata a lavorare anche a un documentario intitolato Anija – La Nave, prodotto dall’Istituto Luce – Cinecittà, che racconta la fuga collettiva dall’Albania verso l’Italia via mare. Questo film ha ricevuto il David di Donatello come miglior documentario nell’edizione del 2013, sottolineando il valore del suo contributo nel campo audiovisivo.
Durante gli anni universitari, oltre a dedicarsi allo studio, Schlein ha partecipato attivamente alle associazioni studentesche, occupandosi in particolare di comunicazione, grafica e organizzazione di eventi. È stata eletta due volte rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà e ha co-fondato l’associazione Progrè, dedicandosi a video-inchieste su temi sociali, come il carcere, e a iniziative pubbliche per sfatare i luoghi comuni sull’immigrazione.
Il passaggio di Schlein all’impegno politico è stato graduale e si è concretizzato attraverso esperienze significative. Prima di entrare nelle istituzioni, ha lavorato come volontaria nella campagna elettorale di Barack Obama a Chicago, un’esperienza che ha condiviso nel suo blog. Questo periodo le ha fornito una visione delle campagne grassroots, costruite dal basso e incentrate sulla partecipazione attiva dei cittadini.
Negli anni successivi, l’attivismo di Schlein è diventato sempre più centrale nella sua vita, portandola a organizzare mobilitazioni e a candidarsi alle elezioni europee. Nel 2014, è stata eletta al Parlamento europeo, segnando un importante traguardo nella sua carriera politica. La sua esperienza pre-politica è caratterizzata da un forte impegno in tre aree principali: cinema e documentari, scrittura e recensioni, comunicazione e organizzazione.
La combinazione di queste esperienze ha contribuito a definire il suo stile comunicativo, caratterizzato da un’attenzione particolare ai contenuti e al linguaggio utilizzato. Schlein si distingue per la capacità di costruire campagne coinvolgenti, che riescono a connettere persone e territori, rendendo la politica più accessibile e partecipativa.



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