Una donna, infermiera di Latina, è stata condannata a dieci anni di carcere per aver narcotizzato il proprio figlio di soli 14 anni al fine di abusare di lui. Gli orribili atti, che includevano anche la registrazione di video pedopornografici, sono emersi grazie a un’indagine avviata dopo la denuncia del padre del ragazzo. L’uomo, preoccupato per la sicurezza del figlio e per la possibile violenza subita dall’ex moglie in una nuova relazione, ha scoperto una realtà ben più inquietante.
La donna, che ha 40 anni, ha iniziato a somministrare sonniferi al figlio per farlo addormentare, per poi abusare di lui. Gli episodi di violenza si sono protratti per settimane, durante le quali il ragazzo, sotto l’effetto delle sostanze, non era in grado di opporsi o ricordare quanto accaduto. Il padre ha sporto denuncia dopo che alcuni colleghi della madre hanno notato comportamenti preoccupanti: lividi sul corpo dell’infermiera e un atteggiamento distratto che faceva sospettare una possibile vittima di violenza domestica.
Le indagini hanno portato al sequestro dei telefoni cellulari dei coinvolti, dove sono stati rinvenuti video e foto che documentavano gli abusi. È emerso che la donna non agiva da sola; il suo amante, a cui inviava i video, è stato anch’esso coinvolto nella vicenda legale. Le prove raccolte hanno rivelato che il complice era a conoscenza degli abusi e li incoraggiava. Inoltre, la moglie di quest’ultimo è stata rinviata a giudizio con l’accusa di concorso negli abusi, in quanto si sospetta fosse a conoscenza della situazione.
I reati risalgono ai mesi di febbraio e marzo del 2025, periodo in cui la donna ha intrapreso una nuova relazione dopo la separazione dal marito. Durante quel tempo, ha iniziato a somministrare al figlio delle sostanze per indurlo nel sonno, permettendole così di abusare di lui senza che il ragazzo potesse difendersi. Al mattino successivo, il giovane non aveva alcun ricordo degli eventi grazie all’effetto dei narcotici.
La scoperta degli abusi è stata inaspettata per il padre del ragazzo, che non si aspettava di dover affrontare una situazione così grave. La denuncia ha attivato un’indagine che ha portato alla luce un quadro agghiacciante. I video pedopornografici non riguardavano solo il figlio della donna, ma anche altri adolescenti. Le autorità hanno scoperto materiale compromettente durante l’analisi dei dispositivi elettronici confiscati.
In sede di giudizio, l’accusa aveva richiesto una pena di 16 anni per la madre e il suo amante. Tuttavia, entrambi sono stati condannati a dieci anni di reclusione. La moglie dell’amante è accusata di concorso negli abusi e dovrà affrontare il processo separatamente. Si ipotizza che anche lei abbia sollecitato la madre del quattordicenne a continuare con gli abusi.
Durante il processo, l’amante ha cercato il perdono dai familiari del ragazzo, presenti in aula, mentre l’avvocato della madre ha già manifestato l’intenzione di presentare appello contro la sentenza. “Era in uno stato di soggezione”, ha dichiarato il legale riferendosi alla condizione della donna, che nel frattempo ha perso la potestà genitoriale.
Il caso ha sollevato un’ondata di indignazione e preoccupazione nella comunità locale di Latina, dove i cittadini si interrogano su come sia stato possibile che tali atrocità potessero avvenire senza che nessuno intervenisse prima. Le autorità continuano a monitorare la situazione e a garantire che giustizia venga fatta per le vittime di abusi.



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