Con notevole clamore, soprattutto per il tempismo, Cesare Parodi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Secondo quanto riportato dall’Ansa, la decisione è stata motivata da “ragioni familiari”. Il tempismo delle dimissioni è particolarmente significativo, essendo state comunicate pochi minuti dopo la chiusura delle urne e la diffusione dei primi exit-poll relativi al referendum sulla giustizia.
Parodi si è impegnato attivamente nella campagna referendaria a sostegno del “No”, opponendosi alla riforma del governo che prevede, tra l’altro, la separazione delle carriere e l’istituzione di un doppio Consiglio Superiore della Magistratura determinato tramite sorteggio. Il fatto che le dimissioni siano state presentate in un momento così cruciale, non solo simbolico ma anche politicamente determinante, suggerisce che Parodi abbia inteso guidare personalmente, in qualità di Presidente dell’ANM, la campagna per il “No”.
Come riportato dal Corriere della Sera nella sua edizione online, la decisione di dimettersi sarebbe stata presa antecedentemente all’esito del referendum e sarebbe stata comunicata indipendentemente dal risultato. A queste motivazioni personali si aggiungono quelle professionali: dallo scorso novembre, Parodi ricopre la carica di Procuratore di Alessandria, un incarico che comporta un significativo incremento del carico di lavoro.



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