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Anna: trama, cast, finale e dove è girato il film del 2025 su Anna Magnani



Anna è il film biografico del 2025 scritto, diretto e interpretato da Monica Guerritore, che porta sullo schermo la vita privata e artistica della leggendaria Anna Magnani.



Monica Guerritore diventa Anna Magnani in un racconto che parte dalla notte dell’Oscar del 1956 e attraversa amori, dolore, cinema, maternità e il rapporto con Roberto Rossellini.

C’è una notte nella vita di Anna Magnani in cui tutto sembra possibile. È il 21 marzo 1956 e dall’altra parte dell’oceano si stanno assegnando gli Oscar. Magnani è candidata come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata, ma non è a Hollywood: aspetta dall’Italia quella telefonata destinata a entrare nella storia.

È proprio da questa notte che prende le mosse Anna, film del 2025 che rappresenta l’esordio alla regia cinematografica di Monica Guerritore, anche sceneggiatrice e protagonista nei panni della grande attrice romana. L’opera è stata presentata alla Festa del Cinema di Roma 2025 ed è arrivata nelle sale italiane il 6 novembre 2025, distribuita da Notorious Pictures.

Non si tratta però di un biopic tradizionale costruito semplicemente seguendo la vita della Magnani dalla nascita alla morte. Il film utilizza quella notte come punto di partenza per entrare nei suoi ricordi e raccontare la donna nascosta dietro una delle attrici italiane più famose di sempre.

Al centro c’è soprattutto il contrasto fra il trionfo professionale e le ferite della vita privata.

Anna, la trama completa del film

Roma, marzo 1956.

Anna Magnani aspetta di sapere se ha conquistato l’Oscar per La rosa tatuata. Accanto a lei c’è la giovane Carol Levi, destinata a diventare una figura importante nella sua vita professionale.

L’attesa diventa il pretesto per attraversare Roma e, contemporaneamente, il passato della protagonista.

Affiorano progressivamente alcuni dei momenti che hanno segnato la sua esistenza.

C’è il cinema, naturalmente. Ci sono Cinecittà, i registi, gli sceneggiatori e le discussioni che accompagnano una donna dal carattere fortissimo, poco incline ad accettare compromessi.

Riemerge anche uno dei momenti simbolo della sua carriera: Roma città aperta, il capolavoro di Roberto Rossellini nel quale Magnani interpreta Pina. Il film di Guerritore rievoca la celebre corsa del personaggio, una delle immagini più riconoscibili del neorealismo italiano.

Ma dietro l’attrice c’è soprattutto la donna.

Uno dei punti più dolorosi è il rapporto con il figlio Luca, colpito da bambino dalla poliomielite. Nel racconto, alla felicità per il successo professionale si contrappongono così le preoccupazioni e il dolore della madre. La sinossi presentata dall’Accademia del Cinema Italiano sottolinea proprio questo contrasto fra l’euforia per l’Oscar e la sofferenza per il figlio lontano per curarsi.

E poi c’è Roberto Rossellini.

Il grande regista, interpretato da Tommaso Ragno, rappresenta il rapporto sentimentale che attraversa l’intero film.

Anna ricorda l’amore, la passione e infine la rottura. Rossellini si lega a Ingrid Bergman, lasciando nella Magnani una ferita che continua a riaffiorare anche molti anni dopo.

La vittoria dell’Oscar arriva davvero.

Magnani diventa la prima attrice italiana a conquistare l’Oscar come migliore protagonista, grazie alla sua interpretazione di Serafina Delle Rose in La rosa tatuata. Eppure il film non presenta quel riconoscimento come il classico lieto fine.

Al contrario, è proprio da quel momento che la storia assume un tono ancora più malinconico.

Il cinema comincia progressivamente ad allontanarsi da lei e Anna torna verso il teatro, mentre affronta la solitudine, le delusioni professionali e il trascorrere del tempo.

Come finisce Anna: il ritorno di Roberto Rossellini

Attenzione: da questo punto anticipiamo il finale del film.

Il finale di Anna non punta su un colpo di scena, perché la destinazione della storia della Magnani è naturalmente conosciuta. Monica Guerritore sceglie invece di chiudere il cerchio emotivo costruito attorno al rapporto con Roberto Rossellini.

Dopo il momento di massimo splendore rappresentato dall’Oscar, il film mostra il progressivo isolamento dell’attrice.

Anna viene cercata sempre meno dal cinema. Arrivano la rabbia e la solitudine, mentre il rapporto con Rossellini rimane una presenza nella sua memoria anche quando la loro storia d’amore appartiene ormai al passato.

Poi la salute di Magnani peggiora.

Ed è proprio qui che il film riporta Rossellini al centro della vicenda.

Quando Anna si ammala, Roberto torna da lei.

La sinossi ufficiale depositata per i David di Donatello è esplicita su questo passaggio: Rossellini torna accanto ad Anna per starle vicino e non lasciarla più.

Anche il pressbook del film sintetizza il legame fra i due come qualcosa capace di resistere al tempo e conferma che Rossellini torna da lei.

È questo il significato più profondo del finale.

Il film non cerca di cancellare il tradimento, le incomprensioni o il dolore vissuto dalla protagonista. Mostra piuttosto come quell’amore sia rimasto una presenza permanente nella vita di Anna.

Rossellini non è soltanto l’uomo che l’ha lasciata per Ingrid Bergman. È anche l’uomo che ritorna nell’ultima parte della sua esistenza.

Anna Magnani morì a Roma il 26 settembre 1973, a 65 anni. Rossellini fu effettivamente al suo fianco durante la malattia, dopo che il loro rapporto si era trasformato negli anni.

Il finale assume quindi un valore circolare: la grande storia sentimentale che aveva provocato una delle ferite più profonde della sua vita ritorna nel momento in cui quella vita sta arrivando alla conclusione.

Il cast di Anna

Il cuore del film è naturalmente Monica Guerritore, che non soltanto interpreta Anna Magnani, ma firma anche regia e sceneggiatura. Il progetto nasce da un lungo lavoro dell’attrice e regista, mentre nei crediti compare anche Andrea Purgatori come story editor.

Tommaso Ragno interpreta Roberto Rossellini, mentre Beatrice Grannò veste i panni della giovane Carol Levi. Lucia Mascino interpreta Carol in una fase successiva della sua vita.

Nel cast troviamo inoltre Francesca Cellini nei panni di Suso Cecchi D’Amico, Matteo Cirillo come Federico Fellini, Stefano Rossi Giordani come Sergio Amidei, Luca Lazzareschi come Carlo Ponti e Antonio Zavatteri nel ruolo di Alberto Moravia.

Compare anche Lucia Lavia nel ruolo di Ingrid Bergman, figura inevitabilmente collegata alla frattura sentimentale tra Magnani e Rossellini.

Il film ha una durata indicata dalle fonti ufficiali tra 108 e 112 minuti, a seconda della scheda e della versione considerata. Filmitalia riporta 108 minuti, mentre la scheda dei David di Donatello ne indica 112.

Dove è stato girato Anna

La location fondamentale non poteva che essere Roma.

Secondo Italy for Movies, le riprese si sono svolte nel Lazio e in particolare nella Capitale, con 30 giorni di lavorazione a Roma. La produzione ha impegnato complessivamente circa cinque settimane di riprese.

La città non funziona semplicemente come sfondo.

Nel film Anna attraversa vicoli, piazze e luoghi legati alla memoria del cinema romano, mentre presente e passato si sovrappongono. Roma diventa quasi un altro personaggio della storia: è la città di Magnani, del neorealismo, di Cinecittà e di Roma città aperta.

Alcune scene sono state realizzate anche nella zona del Circeo, indicata tra i luoghi delle riprese nelle schede produttive.

Il mare compare infatti in alcuni momenti importanti del film, creando un contrasto visivo con la Roma notturna e malinconica che accompagna gran parte del racconto.

Anna è quindi soprattutto un ritratto emotivo: non vuole soltanto ricostruire cosa fece Anna Magnani, ma tenta di immaginare cosa potesse esserci dietro quella donna apparentemente indistruttibile nel momento in cui le luci del cinema cominciavano lentamente ad allontanarsi.

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