Difesa, nel 2018 truppe italiane in Lettonia

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Proprio in virtù del Patto siglato nel 1949, l’Italia nel 2018 invierà 140 soldati in Lettonia, a uno schioppo di tiro dal confine con la Russia. “La chiave è la deterrenza, un concetto che si è dimostrato valido per quasi settant’anni“. Dal suo blog Beppe Grillo parla di “un’azione sconsiderata, che è contro gli interessi nazionali e rischia di esporre il nostro Paese aldramma della guerra“, “intrapresa senza consultare i cittadini”, e lancia l’hashtag #IoVoglioLaPace.

A quel punto al ministro della Difesa, Roberta Pinotti non è restato altro da fare che confermare.

Per Mosca è la conferma che da parte Nato dietro le “forze simboliche”, le dichiarazioni d’intenti ispirate in teoria al “dialogo”, si stia procedendo verso l’accerchiamento della Russia.

Un contingente di soldati italiani sarà inviato al confine europeo con la Russia nel 2018, come parte “di uno dei quattro battaglionidell’Alleanza atlantica schierati nei Paesi baltici“. La corsa agli armamenti, anche se per motivi difensivi, da parte del governo moscovita non fa chiudere occhio agli statunitensi, che vogliono cautelarsi. Naturalmente la reazione russa non si è fatta attendere: “La politica della Nato è distruttiva”.

“Sapete bene che la politica dell’Italia è che ci vuole il dialogo con la Russia” ha proseguito il ministro. Per Arturo Scotto di SinistraItaliananon si puo’ riportare indietro la storia ai tempi della guerra fredda, neanche la Nato“. A margine di un incontro a Bari, il ministro ha quindi aggiunto: “Quando abbiamo fatto il vertice di Varsavia, all’interno delle responsabilità che hanno assunto altre Nazioni è stata anche data dall’Italia la disponibilità di fornire una compagnia, quindi con numeri non molto consistenti, all’interno di una organizzazione che prevede il coinvolgimento di moltissime nazioni della Nato“.

“Chiedo una riunione immediata della commissione Difesa del Senato per discutere di questa astrusa follia di mandare militari italiani in Lettonia per proteggere il confine Est dell’alleanza Nato. L’Alleanza è impegnata nella costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato” ha dichiarato all’Ansa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Mosca è, a nostro avviso, un partner strategico per il futuro dell’Italia, nonchè importante interlocutore per la stabilizzazione di tutto il Medio Oriente”. Quando le è stato chiesto se un eventuale dispiegamento di forzeitaliane vicino ai confini con la Russia potrebbe avere un impatto negativo sulle relazioni tra Mosca e Roma, la portavoce del ministero degli Esteri russo ha replicato: “Sia Roma a rispondere a Stoltenberg” L’invio di soldati italiani in ambito Nato al confine orientale dell’Europa “non è una politica di aggressione nei confronti della Russia, ma di rassicurazione e difesa dei nostri confini come Alleanza“. Rivelazioni che ieri hanno dato la stura alle proteste dell’opposizione, da Grillo a Salvini, che bocciano con toni durissimi la prospettiva di di alimentare il clima da nuova Guerra fredda e lanciarsi in un’avventura dalle conseguenze imprevedibili, invocando il “parlamento sovrano”.

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