Dieta acqua e limone perdere velocemente peso in pochi giorni

La dieta del limone delle star e’ una sorta di dieta lampo utilizzata per due o tre giorni al massimo per dimagrire velocemente di circa 3 chili. Il protagonista assoluto naturalmente e’ il limone che deve essere consumato piu’ volte nell’arco della giornata.

Ma vediamo cosa prevede il menu’ tipo di un giorno. Prima della colazione bisogna bere il succo di un limone spremuto in un bicchiere di acqua. Colazione con una macedonia di frutti rossi, mela, pera, un pugno di mandorle tostate e il succo di limone. Spuntino: succo di un limone in acqua tiepida, una banana e una manciata di semi di zucca. Pranzo: insalata di fagioli o lenticchie lessati, condita con un cucchiaino d’olio e succo di limone. Merenda: succo di limone in acqua tiepida e due carote o sedano o ancora un finocchio. Cena: una porzione di pesce magro alla griglia con verdure lesse. Dopo cena: succo di limone in acqua tiepida.

Come facciamo sempre in tutte le diete pubblicate sul nostro sito raccomandiamo di consultare il proprio medio o uno specialista prima di cominciare questo o qualsiasi altro regime alimentare dietetico. Questa dieta non e’ adatta a chi soffre di diabete, altre patologie e alle donne in gravidanza. Durante i giorni della dieta vanno assolutamente abolite tutte le bevande alcoliche, gassate e zuccherate.

UN ALLEATO PREZIOSO La gran parte di noi è abituata a pensare al limone come a un condimento per insalate e piatti a base di carne o pesce, oppure ad un irrinunciabile ingrediente per dissentanti succhi estivi. In realtà il limone è tutto questo, ma non solo: ha infatti un elevatissimo valore nutrizionale e presenta un’estrema versatilità. È pertanto un importante alleato per la nostra salute.

DI BELL’ASPETTO Il limone, il cui nome scientifico è Citrus Limon, è una pianta appartenente alla famiglia delle Rutaceae. È un antico ibrido, probabilmente tra il pomelo ed il cedro. Il termine “limone” può essere indifferentemente usato per l’albero ed il suo frutto: l’albero ha un’altezza che varia dai 3 ai 6 metri, i germogli ed i petali sono bianchi e violetti, mentre il frutto è giallo all’esterno ed incolore all’interno, ha una forma sferica fi no ad ovale, presenta una protuberanza all’apice ed è appuntito all’altra estremità.

UNA STORIA MILLENARIA Il limone ha origini asiatiche. Precisamente proviene dall’Estremo Oriente (India e Cina),dove era utilizzato per le sue proprietà antisettiche, antireumatiche e tonifi canti. Gli antichi Egizi lo utilizzavano per imbalsamare le mummie e spesso lo riponevano nelle tombe con datteri e fichi. La prima descrizione del limone appare in epoca romana in alcuni dipinti pompeiani: la “Casa del frutteto”, portata alla luce dagli scavi archeologici del 1951, ha svelato alle pareti numerosi affreschi raffiguranti piante tra cui, appunto, il limone. Sembra che il primo agrume nel mondo occidentale sia stato il cedro, ben noto tra i Romani come Pomo di Persia, ma è documentato che i Romani conoscevano già nel I secolo anche il limone e l’arancio amaro. Pare che l’imperatore Nerone ne fosse un assiduo consumatore, ossessionato come era dal presentimento di un suo possibile avvelenamento. Un’altra descrizione del limone appare in scritti Arabi del XII secolo. Il limone era stato introdotto dall’India nel mondo islamico due secoli prima, ed era considerato sacro; veniva per lo più impiegato come antidoto contro i veleni, come astringente

contro le forme dissenteriche ed emorragiche e anche per tenere lontano il demonio dalle case. Le origini del nome derivano dal persiano ( Limu). In Europa la prima vera coltivazione di limoni venne impiantata a Genova a metà del XV secolo. Nel 1494 i limoni comparvero nelle Azzorre, mentre in America il limone e gli altri agrumi furono portati da conquistatori e missionari spagnoli, dopo la scoperta di Colombo. Nonostante la pianta di limone fosse presente sin dai tempi delle dominazioni arabe e normanne, la coltivazione intensiva dei limoni in Sicilia è iniziata solo nel XVII secolo, grazie all’opera dei padri Gesuiti.

NON SI BUTTA NIENTE! La parte del limone più comunemente utilizzata a scopi alimentari è il succo, che rappresenta il 50% circa del peso totale. Nel succo si trovano da 5 ad 8 grammi per 100 mL di acido citrico. È proprio l’acido citrico a dare al succo il tipico sapore aspro. Il succo è molto ricco in vitamine, soprattutto Vitamina C (0,5 grammi/litro). La buccia del limone, che può raggiungere anche il 40% del suo peso, viene utilizzata per la produzione di canditi, oltre che per l’estrazione di essenze e pectina, utilizzate per l’industria dolciaria e nella produzione di liquori e bevande. Dai semi si estrae l’olio, e gli avanzi vengono impiegati nell’alimentazione animale.

Il limone è un alimento privo di grassi, colesterolo e sodio, mentre è ricco di fibre alimentari, Vitamina C e potassio. I glicidi, o carboidrati, presenti, sono costituiti essenzialmente da glucosio e fruttosio, che sono zuccheri semplici. È inoltre ricco di acidi organici, in particolare citrico e malico. Tali acidi, oltre ad essere responsabili del particolare sapore del limone, svolgono funzione di coenzimi, e cioè partecipano alle reazioni biochimiche che avvengono nel nostro organismo e rivestono pertanto un importante ruolo nell’ambito del metabolismo. Al contrario di quanto si possa pensare tali acidi, una volta assorbiti dall’intestino e passati nel circolo sanguigno, non hanno affatto un’azione acidificante ma, al contrario, alcalinizzante. Infatti, essendo “acidi deboli”, vengono facilmente trasformati, in presenza di ossigeno, in acido carbonico che a sua volta – combinandosi con il sodio ed il potassio – si trasforma in carbonati e bicarbonati, che, come ben sappiamo, riducono l’acidità. Il limone, così come tutti gli agrumi, è inoltre ricco di composti che svolgono funzioni biologiche importanti, e per tale motivo vengono chiamati composti bioattivi: in particolare flavonoidi, carotenoidi, derivati cumarinici. Le sue proprietà antiossidanti ed i relativi benefici che ne derivano, dunque, sono dovuti non solo dall’elevato contenuto in Vitamina C, ma anche alla presenza significativa di tali sostanze.

VECCHI RIMEDI E SCIENZA MODERNA. Il limone viene tradizionalmente considerato un frutto dalla proprietà antisettiche, digestive, astringenti e toniche, e pertanto ampiamente utilizzato in preparazioni domestiche e cosmetiche, erboristiche e farmacologiche. Un vecchio ma ancora diffuso “rimedio della nonna” contro la cefalea prevede l’infusione di una fetta di limone triturata in una tazza di caffè forte; o, ancora, l’utilizzo del succo di limone per sciacqui e gargarismi contro mal di gola o raffreddore. L’olio essenziale di limone è ampiamente utilizzato per la cura delle impurità della pelle e per la cefalea. Passiamo ai risultati della moderna scienza della nutrizione: recentissimi lavori scientifici attestano l’azione preventiva e protettiva di estratti del limone e di altri agrumi nella prevenzione del cancro del pancreas e dello stomaco.

Le indagini svolte hanno valutato tutti gli studi scientifici effettuati finora sul rischio di sviluppare le patologie tumorali, assieme ai dati sul consumo di limone ed altri agrumi. È stata trovata una relazione inversa tra il consumo di limoni ed il rischio di cancro dello stomaco e del pancreas; in sostanza, i soggetti che consumavano maggiori quantità di limone, ed agrumi in generale, sono risultati meno esposti al rischio di sviluppare i tumori di stomaco e pancreas. I risultati degli studi sono estremamente interessanti; tuttavia, come sottolineano gli autori, vanno ulteriormente valutati ed approfonditi, anche per comprendere chiaramente la quantità necessaria di agrumi da consumare per ottenere l’effetto preventivo e per poter quindi fornire alla popolazioni indicazioni chiare e semplici.

VITAMINA C: FACCIAMO IL PUNTO Come tutte le vitamine, anche la Vitamina C, nome comune dell’acido ascorbico, deve essere assunta con l’alimentazione in quanto il nostro organismo non è in grado di produrla, come avviene per altre sostanze nutritive, quali ad esempio la gran parte degli amminoacidi che costituiscono le proteine. La Vitamina C svolge numerose funzioni: • produzione di collagene • cofattore enzimatico • assorbimento del ferro • azione antiossidante

PRODUZIONE DI COLLAGENE Il collagene è la più importante delle proteine del nostro corpo, ed anche la più abbondante; svolge funzioni di supporto strutturale per i tessuti e gli organi, proteggendoli e connettendoli con lo scheletro. La carenza di Vitamina C arresta la produzione di nuovo collagene provocando, a lungo termine, lo scorbuto, malattia che in passato era il male dei marinai che stavano in mare per lunghi periodi e non riuscivano a consumare frutta e verdure fresche.

COFATTORE ENZIMATICO La Vitamina C partecipa a numerosi processi metabolici che avvengono nel nostro organismo, rendendoli possibili. Tra questi ricordiamo la sintesi della carnitina, la conversione dell’acido folico nella sua forma attiva, la sintesi dell’adrenalina e della noradrenalina, due neurotrasmettitori del sistema nervoso simpatico rilasciati dal corpo in situazioni di stress.

ASSORBIMENTO DEL FERRO La Vitamina C facilita l’assorbimento del ferro, oltre che di calcio, zinco ed altri minerali, in particolare negli alimenti di origine vegetale. L’abitudine di condire le verdure con il limone, dunque, è un’ottima strategia per aumentare la capacità del nostro organismo di assorbire questo oligoelemento così prezioso.

AZIONE ANTIOSSIDANTE Tutti i dati scientifici attualmente disponibili indicano che il ruolo più significativo della Vitamina C è quello legato alla sua azione antiossidante, unitamente ad altre sostanze quali l’alfa-tocoferolo, il beta-carotene e numerose altre. Per intenderci, una sostanza ad azione antiossidante è una sostanza capace di ridurre la possibilità di danni da parte dei radicali liberi, responsabili delle alterazioni cellulari che sono alla base di numerose malattie cronico-degenerative, tra le quali le patologie tumorali, cardiovascolari e le demenze. La Vitamina C rappresenta dunque uno degli agenti di protezione dell’organismo nei confronti di queste patologie.

DI QUANTA VITAMINA C ABBIAMO BISOGNO? I Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN) sono stati elaborati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) e forniscono le raccomandazioni di assunzione di energia e nutrienti per la nostra popolazione, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili. Per la Vitamina C, i LARN consigliano un apporto quotidiano giornaliero di Vitamina C pari a 60 mg per uomini e donne in condizioni fisiologiche normali. In allattamento le quantità raccomandate aumentano a 70 mg al giorno e a 90 mg durante l’allattamento. Nei lattanti invece si è stabilita una raccomandazione minima di 20-30 mg, mentre per le età successive (infanzia e adolescenza), la quantità va aumentata fi no a raggiungere progressivamente quella dell’età adulta. Quando aumentano i fabbisogni? I LARN forniscono raccomandazioni anche per alcune situazioni particolari. Così, ad esempio, recenti studi hanno mostrato come nei fumatori il fabbisogno della Vitamina C è quasi raddoppiato rispetto ai non fumatori, a causa del maggiore utilizzo di questa vitamina per la sua attività antiossidante. In condizioni di stress acuto, come un’infezione, la concentrazione di Vitamina C nei tessuti si riduce; anche in questo caso il fabbisogno aumenta. Alcune infezioni, inoltre, si verifi cano più facilmente nei soggetti in cui vi è mancanza di Vitamina C, anche se l’assunzione di dosi massicce a scopo preventivo sembra avere scarsa utilità.

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