Ema Stokholma, l’infanzia terribile per via della madre violenta ed il riscatto in Italia


Ema Stokholma, oggi conduttrice e speaker radiofonica, ha superato un passato di abusi: sua madre la picchiava quotidianamente quando era bambina (tanto da farle sperare di morire) e suo fratello Gwendal era l’unico testimone delle violenze. A 15 anni, Ema è scappata di casa e ha tentato (senza successo) di ricucire il rapporto con il padre.

Morwenn Moguerou, meglio conosciuto come Ema Stokholma, è cittadina francese di nascita. Ha la doppia cittadinanza italiana. Morwenn è nota soprattutto come conduttrice di diversi programmi radiofonici popolari e come autrice di Per il mio bene (2005), un libro di ricordi che racconta la sua infanzia travagliata. Morwenn ha iniziato a fare la modella all’età di 13 anni, che ha poi abbandonato per intraprendere la carriera di personaggio radiofonico in Francia. In seguito si è trasferita in Italia, dove è diventata sia personaggio radiofonico che scrittrice.

L’infanzia difficile con una “madre mostro”

I primi ricordi dell’infanzia di Ema Stokholma sono violenti, imbarco da percosse, insulti e umiliazioni da parte della madre. Il padre se n’è andato quando lei era ancora una bambina e la madre di Ema ha riversato la sua rabbia sui bambini piuttosto che affrontare il suo dolore di petto. “Ricordo solo botte, insulti e umiliazioni”, ha detto Ema durante un’intervista con la conduttrice di Venere Lorella Boccia nel 2021.

Ema ha raccontato anche che la madre aveva “molti problemi mentali”, ma non ha mai ricevuto nessuno tipo di aiuto psicologico: “Tornavo a casa e ci picchiava. Credo che lei non stesse bene. Non c’è mai stato nessun aiuto psicologico e nessuna diagnosi”. La violenza subita era talmente forte che Ema ha più volte pensato di stare per morire, come ha poi raccontato nel suo stesso libro, scritto anche per esorcizzare tutto il dolore subito: “Mi metteva la testa sotto l’acqua, nel water, mi incitava a suicidarmi. Mi è capitato che mi portasse su un ponte dicendomi di buttarmi da sola altrimenti lo avrebbe fatto lei”.

Il rapporto con il fratello Gwendal e l’assenza del padre

Quando Ema Stokholma, che ha affrontato le stesse umiliazioni e violenze da parte di sua madre e di suo fratello Gwendal, ha potuto raccontare per la prima volta le sue esperienze infantili a qualcuno che la capisse davvero, ha provato un profondo senso di sollievo. Avevano 17 anni quando ha condiviso per la prima volta la sua storia con il fratello. Fu anche la prima volta che si sentì veramente compresa, anche perché lui era stato l’unico testimone di tutto ciò che era accaduto in casa. Una comprensione che Ema non ha trovato invece nel padre, una figura assente, con cui ha cercato di ricucire un rapporto senza mai riuscirci veramente: “Ho provato a raccontarlo a mio padre ma c’è poco ascolto quando ci sono storie del genere. Se non entrare nei dettagli, la gente non capisce. Non distinguere. Ed è difficile da raccontare”.

Ema Stokholma scappa di casa: la nuova vita in Italia

All’età di quindici anni, Ema Stokholma lasciò la sua famiglia in Francia e si recò in Italia, a Roma, alla ricerca del padre che l’aveva abbandonata. “Sono scappata dalla mia casa in Francia e sono venuta in Italia per incontrare mio padre. È stato un viaggio difficile, ma non lo dimenticherò mai”, ha detto. “Non voglio sembrare una vittima”.

Quando è arrivata a Roma, però, il padre le ha quasi chiuso la porta in faccia. Così ha deciso di adottare un approccio diverso, iniziando una nuova vita: “Quando sono arrivata a Roma, gli ho detto che sarei rimasta, ma non si poteva costruire un rapporto equilibrato, così ho iniziato a farmi la mia vita. Avere lo stesso sangue e non riuscire ad andare d’accordo è ancora peggio”.

Il lavoro come dj e speaker e il debutto in televisione

Entra nel mondo della moda in Italia, diventando modella per marchi come Dolce e Gabbana, Fendi e Valentino. Dalle passerelle passa poi alla musica: diventa deejay e si esibisce in diversi club italiani ed europei, ispirandosi alla canzone “Stoccolma” di Rino Gaetano. Nel 2013 ha condotto l’aftershow degli MTV Italian Awards. Due anni dopo ha partecipato a Jump! Stasera mi tuffo con Andrea Delogu. Attualmente è speaker radiofonico per Rai Radio 2. Per Radio 2 ha condotto le dirette del Festival di Sanremo nel 2018, insieme a Carolina Di Domenico e Andrea Castaldo; poi nel 2019 ha condotto la finale dell’Eurovision Song Contest insieme a Carolina Di Domenico.

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