Filippo Turetta, l’ultima strategia scioccante della difesa: “Voleva solo fermarla mentre scappava, è omicidio preterintenzionale”



Dopo un interrogatorio durato ben 9 ore, emergono dettagli sulla strategia della difesa di Filippo Turetta. La prospettiva di ottenere il riconoscimento di un vizio di mente per l’imputato sembra improbabile. Quindi, la difesa opta per la tesi dell’omicidio preterintenzionale, una scelta che ha sorpreso molti.

Una Svolta Inattesa nella Strategia Legale

La tesi dell’omicidio preterintenzionale, sostenuta anche dai genitori di Turetta, sta guadagnando terreno. Si sostiene che Filippo abbia ucciso Giulia Cecchettin dopo che la situazione è sfuggita di mano. Questo reato comporterebbe una condanna con una pena più breve rispetto all’omicidio volontario, che potrebbe anche portare all’ergastolo.



La Ricostruzione degli Avvocati dopo Ore di Interrogatorio ed Esame Autoptico

Dopo 9 ore di interrogatorio e 14 ore di esame autoptico sul corpo di Giulia, la difesa ha elaborato una strategia. Si suppone che l’omicidio sia il risultato di un’escalation di eventi, non pianificato né previsto da Turetta. La vittima è stata colpita tra 25 e 30 volte con un coltello, ma è stata una ferita particolare, che ha reciso l’arteria basilare nel collo, a causarne la morte in pochi minuti.

Il Momento Chiave: le Immagini delle Telecamere di Videosorveglianza

La chiave di questa battaglia legale risiede nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza di Fossò, che mostrano Turetta inseguiro la vittima. Gli avvocati Caruso e Cornaviera puntano sulla tesi dell’omicidio preterintenzionale, sostenendo che Filippo intendesse solo bloccarla, ma le conseguenze delle sue azioni sono andate oltre le intenzioni.

Le Giustificazioni di Turetta e le Evidenze a Favore della Difesa

Turetta ha giustificato le sue azioni dichiarando di aver perso completamente la testa. Inoltre, il nastro adesivo trovato sulla scena del crimine, apparentemente non utilizzato sulla vittima, suggerisce l’assenza di premeditazione. La difesa sostiene che Filippo ha utilizzato un coltello da 21 centimetri, non quello enorme presente nella cucina, dimostrando che non intendeva infliggere danni maggiori.

La battaglia legale è ancora in corso, e le prove e le testimonianze saranno cruciali per il verdetto finale.



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