Spiegazione della storia vera del film The Book of Vision: come finisce Il Libro delle Visioni, trama e finale



In un’epoca in cui il confine tra il materiale e lo spirituale sembra sempre più labile, “Il Libro delle Visioni” emerge come un ponte tra passato e presente, tra scienza e anima. Questo film, diretto da Carlo Hintermann e presentato con fervore alla Settimana della Critica di Venezia 2020, ci invita in un viaggio attraverso il tempo, la medicina e l’esistenza umana. Attraverso gli occhi di Eva, interpretata magistralmente da Lotte Verbeek, ci addentriamo nelle pagine di un antico manoscritto, scoprendo un mondo dove i sentimenti e le esperienze di migliaia di anime si intrecciano con la realtà contemporanea, sfidando la nostra percezione di tempo e spazio.



Come finisce Il Libro delle Visioni, trama completa

Eva, nella sua ricerca accademica, si imbatte nel diario di Johan Anmuth, un illuminato medico del 18° secolo. Le pagine del suo “Book of Vision” sono un tesoro di emozioni umane, un catalogo delle speranze e dei timori di oltre milleottocento individui. Questo ritrovamento spinge Eva a riflettere sulla connessione inseparabile tra la medicina del passato e quella odierna, interrogandosi sui limiti della scienza moderna e sul suo rapporto personale con la malattia.

Come finisce Il Libro delle Visioni, la storia vera del film

L’ispirazione dietro a questa narrazione profonda affonda le radici nella realtà, come spiegato dal regista Hintermann. L’idea nasce dall’esistenza di un medico vero, intrecciandosi con riflessioni sul corpo umano e la sua rappresentazione attraverso i secoli. “Più che alla reincarnazione credo nelle tracce, nello sciogliersi nel divenire. Sono molto legato alla cultura ebraica e una cosa molto bella della cultura ebraica è che c’è una costante lotta per allontanare l’Io. Questo esercizio raggiunge una sorta di immortalità immanente,” condivide il regista, sottolineando una visione del mondo dove passato e presente convivono in un continuo dialogo.

Il Libro delle Visioni finale spiegazione del film

La conclusione del viaggio di Eva la vede lasciare il fidanzato Stellan per intraprendere un pellegrinaggio in India, alla ricerca di una cura per la sua malattia. Le visioni che la accompagnano durante questo viaggio la connettono indissolubilmente a Anmuth e ai suoi antichi pazienti, in particolare a Elizabeth, figura femminile curata e amata dal medico. Eva si identifica con Elizabeth, sentendo una profonda affinità con Anmuth, che le si rivela come una guida spirituale. Il culmine della sua ricerca è un tempio indiano, dove un monaco le rivela di averla attesa per lungo tempo. Questa figura enigmatica potrebbe essere l’eco di Anmuth o una manifestazione delle profonde interrogazioni di Eva sulla vita, la morte e il significato della sua esistenza. Il padre di Valentin esprime il concetto centrale del film: “Mio figlio Valentin non è morto sta solo sollevato sulla punta dei piedi per raggiungere una nuova visione”, suggellando il messaggio di una ricerca interiore che trascende il tempo e lo spazio, in un eterno divenire umano.



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